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Scordia, chiama i Carabinieri e annuncia: «Sto andando a uccidere la mia ex». Fermato un 45enne

Pubblicato il 9 Luglio 2026

La telefonata alla caserma fa scattare l’intervento

Una telefonata dai toni drammatici ha permesso ai Carabinieri di evitare una possibile tragedia a Scordia, nel Catanese. Un 45enne residente a Lentini ha contattato direttamente la caserma annunciando la volontà di raggiungere l’ex compagna con l’intenzione di ucciderla.

Ricevuta la segnalazione, i militari sono riusciti a convincere l’uomo a recarsi in caserma, guadagnando tempo prezioso e impedendo che potesse mettere in atto i suoi propositi.

L’uomo avrebbe agito per motivi legati alla figlia

Una volta arrivato nella stazione dei Carabinieri, il 45enne avrebbe raccontato di essersi recato da Lentini a Scordia con l’intenzione di colpire l’ex compagna, ritenendola responsabile di impedirgli di vedere la figlia.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe inoltre minacciato di voler aggredire anche il fratello della donna, manifestando un forte stato di agitazione e pronunciando ripetutamente frasi intimidatorie.

Momenti di tensione in caserma

Nel corso dell’intervento, il 45enne avrebbe dato in escandescenze, minacciando i militari e opponendo resistenza, arrivando anche a spintonare gli operatori.

Grazie anche al supporto di una pattuglia del Nucleo Radiomobile di Palagonia, i Carabinieri sono riusciti a bloccarlo e a riportare la situazione sotto controllo.

Sequestrati una lama, due cacciaviti e un oggetto contundente

Durante la perquisizione personale e del veicolo, i militari hanno trovato la lama di un coltello da cucina nascosta all’interno della cover del telefono cellulare.

Nell’automobile sono stati inoltre rinvenuti e sequestrati due cacciaviti e un piede in legno di un tavolo, ritenuti oggetti potenzialmente utilizzabili per offendere.

Arresto convalidato dal giudice

Sulla base degli elementi raccolti, da verificare nelle successive fasi del procedimento, i Carabinieri hanno arrestato il 45enne con le accuse di violenza e minaccia a pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale e porto di armi od oggetti atti ad offendere.

L’uomo è stato quindi messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che, ferma restando la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva, ha convalidato l’arresto disponendo gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.

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