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Scorte mondiali di petrolio vicine ai minimi degli ultimi 10 anni: cresce l’allarme sui prezzi

Pubblicato il 17 Maggio 2026

Le riserve globali scendono a livelli critici

Le scorte mondiali di greggio si stanno avvicinando a un livello mai così basso da circa dieci anni, alimentando timori su possibili tensioni nel mercato energetico e un nuovo aumento dei prezzi.

Secondo un recente rapporto di UBS, il quadro resta delicato nonostante una domanda globale in rallentamento e gli interventi dei governi, come il rilascio delle riserve strategiche. Le proiezioni indicano che entro la fine di maggio le scorte potrebbero scendere fino a circa 7,6 miliardi di barili, un minimo significativo rispetto agli ultimi anni.

Il ruolo dei fattori geopolitici e dell’offerta

A contribuire alla pressione sul mercato non è solo l’equilibrio tra domanda e offerta, ma anche l’incertezza geopolitica. Le dinamiche legate alle principali rotte energetiche continuano a influenzare le aspettative degli operatori, rendendo il sistema più vulnerabile a shock improvvisi.

In questo contesto, anche piccoli squilibri possono tradursi rapidamente in movimenti significativi dei prezzi del petrolio.

Il monito di Exxon: rischio di shock sui prezzi

Un ulteriore segnale d’allarme arriva dal CEO di ExxonMobil, Darren Woods, che in un’intervista alla CBS ha sottolineato i possibili rischi in caso di ulteriori tensioni.

Secondo Woods, se le scorte dovessero continuare a ridursi e si verificasse un prolungato blocco nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi del traffico petrolifero mondiale, il mercato potrebbe reagire con un forte aumento delle quotazioni.

Le conseguenze, ha avvertito, non si limiterebbero al settore energetico ma potrebbero avere impatti negativi sull’economia globale, con effetti su inflazione e crescita.

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