Pubblicato il 14 Agosto 2026
L’incubo durato due giorni a Sant’Antonio Abate
Una donna di 24 anni sarebbe stata sequestrata insieme al figlio di sei anni e aggredita con un bastone chiodato dal compagno, convinto che lo avesse tradito. La drammatica vicenda è avvenuta a Sant’Antonio Abate, nel Napoletano.
La giovane è riuscita a chiedere aiuto dopo circa due giorni di terrore, presentandosi in caserma in lacrime e con il bambino in braccio. I carabinieri hanno riscontrato sul suo corpo diversi lividi ed escoriazioni, mentre il piccolo presentava alcuni graffi.
La presunta gelosia alla base della violenza
Secondo quanto raccontato dalla 24enne agli investigatori, la relazione con il 28enne era iniziata da alcuni mesi. L’uomo, che gestisce un bed & breakfast, sarebbe però diventato sempre più ossessionato dal timore di un possibile tradimento.
La gelosia e una concezione possessiva della relazione avrebbero spinto il 28enne a sequestrare la compagna, pretendendo da lei la confessione di un presunto tradimento.
L’episodio sarebbe iniziato intorno alle 23 dell’11 agosto. La donna avrebbe tentato di opporsi, ma sarebbe stata colpita più volte con un bastone chiodato. Durante l’aggressione sarebbe stato coinvolto anche il figlio, che in quel momento si trovava tra le braccia della madre.
La fuga e l’intervento dei carabinieri
La svolta è arrivata nella mattinata del 13 agosto. Il 28enne sarebbe uscito per acquistare cibo e sigarette, portando con sé in automobile la compagna e il bambino.
La donna avrebbe approfittato di un momento di distrazione per riuscire a fuggire e, insieme al fratello, si è recata immediatamente alla caserma dei carabinieri per denunciare quanto accaduto.
I militari hanno quindi raggiunto l’uomo nell’appartamento e lo hanno arrestato. Le accuse contestate sono sequestro di persona, lesioni personali aggravate e maltrattamenti in famiglia.
Madre e figlio trasferiti in una struttura protetta
La 24enne e il bambino sono stati accompagnati all’ospedale San Leonardo. Dopo le cure, la donna ha ricevuto una prognosi di 15 giorni, mentre per il figlio è stata stabilita una prognosi di 10 giorni.
Entrambi sono stati successivamente trasferiti in una struttura protetta, lontano dall’uomo arrestato.

