Pubblicato il 20 Gennaio 2026
Un sequestro preventivo da circa 116 mila euro è stato eseguito nelle ultime ore nei confronti di un medico dipendente dell’ASL di Frosinone, nell’ambito di un’indagine su presunte irregolarità legate alla libera professione intramuraria. Secondo quanto contestato, il professionista avrebbe incassato direttamente dai pazienti i compensi per visite specialistiche svolte in regime intramurario, senza versarli all’Azienda sanitaria.
L’indagine: Procura, NAS e Guardia di Finanza
Il provvedimento nasce da un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Frosinone e condotta dal NAS insieme alla Guardia di Finanza di Frosinone. Gli accertamenti, viene specificato, rientrano in un filone dedicato al controllo delle prestazioni sanitarie svolte all’interno delle strutture pubbliche.
La strategia “ALPI”: verifiche sulla correttezza delle prestazioni
Le verifiche si inseriscono nella strategia operativa “Attività Libero Professionale Intramuraria (ALPI)”, promossa dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, con l’obiettivo di monitorare la correttezza delle prestazioni erogate in regime di libera professione all’interno delle strutture pubbliche.
Il presunto vantaggio economico e l’ordine del Gip
Il meccanismo contestato avrebbe prodotto un vantaggio economico illecito stimato in circa 116 mila euro. La somma è stata sottoposta a sequestro su disposizione del Gip del Tribunale di Frosinone.
Come previsto dalla legge, l’indagato è da ritenersi presunto innocente fino a sentenza definitiva di condanna.
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