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Sequestro da oltre 15 milioni di euro tra Agrigento e Palermo: nel mirino una holding occulta

Pubblicato il 28 Aprile 2026

Operazione della Guardia di Finanza contro un imprenditore licatese

I finanzieri dei Comandi Provinciali di Agrigento e Palermo hanno eseguito un importante provvedimento di sequestro nei confronti di un imprenditore di Licata condannato per trasferimento fraudolento di valori.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo avrebbe gestito una vera e propria holding occulta, controllando una rete articolata di società intestate fittiziamente ad altre persone.

Una rete di prestanome per eludere i controlli

Gli investigatori hanno ricostruito l’esistenza di una galassia societaria riconducibile all’imprenditore ma formalmente intestata a 22 prestanome, tra familiari e soggetti ritenuti compiacenti.

L’obiettivo sarebbe stato quello di schermare il reale patrimonio e sottrarlo a eventuali conseguenze giudiziarie e patrimoniali.

Analisi patrimoniali e sproporzione dei redditi

Il provvedimento di sequestro è scaturito da approfondite verifiche economiche e patrimoniali effettuate dalla Guardia di Finanza.

Gli accertamenti avrebbero evidenziato una forte sproporzione tra gli investimenti effettuati e i redditi lecitamente dichiarati, elemento che ha portato all’adozione della misura patrimoniale.

Sigilli a società, immobili e conti correnti

Il valore complessivo dei beni sequestrati supera i 15 milioni di euro.

Nel dettaglio, il provvedimento riguarda:

  • 10 società attive in diversi settori produttivi, tra cui agroalimentare, trasporti e imballaggi;
  • 156 immobili situati tra Agrigento, Licata, Palma di Montechiaro, Aragona, Ravanusa, Ribera e Butera;
  • 32 automezzi, tra auto e veicoli commerciali;
  • 26 rapporti bancari e finanziari.

Prosegue l’azione di contrasto ai patrimoni illeciti

L’operazione rientra nelle attività di contrasto alla criminalità economica e all’accumulazione illecita di patrimoni portate avanti dalla Guardia di Finanza.

L’obiettivo degli investigatori è colpire le ricchezze ritenute frutto di attività irregolari e impedire l’utilizzo di società e prestanome per occultare beni e capitali.

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