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Sicilia, fuga dei giovani: oltre 96 mila hanno lasciato l’Isola in cinque anni. L’allarme della Cgil

Pubblicato il 30 Giugno 2026

Lo studio: quasi il 10% dei giovani è emigrato dal 2019

Negli ultimi cinque anni la Sicilia ha perso oltre 96 mila giovani tra i 18 e i 35 anni. È quanto emerge da uno studio della Cgil Sicilia, elaborato sui dati Istat, che fotografa una continua diminuzione della popolazione giovanile residente nell’Isola.

Tra il 2019 e il 2026, i giovani residenti sono passati da 1.036.709 a 939.880, con una diminuzione di 96.328 persone, pari al 9,6% del totale. Nello stesso periodo è invece cresciuto il numero dei giovani stranieri residenti, aumentati di 5.294 unità, pari a un incremento dell’8,28%.

La Cgil: “Studio e lavoro continuano a spingere i giovani a partire”

Secondo il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, questi numeri confermano una costante perdita di giovani che scelgono, o sono costretti, a lasciare la regione alla ricerca di migliori opportunità.

Tra le principali cause vengono indicate le difficoltà legate al diritto allo studio e all’accesso al lavoro. Il sindacato evidenzia come molti studenti continuino a trasferirsi negli atenei del Nord Italia per proseguire gli studi, spesso senza fare ritorno in Sicilia una volta laureati.

Le fasce d’età più colpite dall’emigrazione

L’analisi evidenzia che le perdite più consistenti riguardano i giovani tra i 28 e i 30 anni, fascia che registra un calo di circa il 15% rispetto al 2019.

Nel solo periodo compreso tra il 2025 e il 2026, la Sicilia ha perso 1.359 residenti tra i 18 e i 35 anni, con un calo dello 0,14%, un fenomeno che interessa in particolare chi lascia l’Isola per motivi di studio o di lavoro.

Palermo, Catania e Messina guidano la perdita in termini assoluti

Dal punto di vista numerico, le tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina concentrano la maggiore emorragia di giovani, con una perdita complessiva di oltre 61 mila residenti.

Sul piano percentuale, invece, le situazioni più critiche riguardano le aree interne, con Enna e Caltanissetta che registrano i cali più elevati della popolazione giovanile. L’apporto dell’immigrazione straniera contribuisce solo in parte a contenere il fenomeno dello spopolamento.

“La crescita del Pil non basta”

La Cgil sottolinea come i dati sull’emigrazione giovanile raccontino una realtà diversa rispetto agli indicatori economici positivi.

Secondo Mannino, parlare di crescita economica senza affrontare il progressivo spopolamento della Sicilia e la continua fuga dei giovani rischia di offrire un’immagine incompleta della situazione, soprattutto nelle province interne, dove il fenomeno continua ad accentuarsi.

Un fenomeno che continua a preoccupare

Lo studio rilancia il tema della permanenza dei giovani in Sicilia e della necessità di investire su università, servizi per gli studenti, occupazione stabile e politiche di sviluppo.

Senza interventi strutturali, il rischio è che la regione continui a perdere le proprie energie migliori, con conseguenze sempre più evidenti sul piano demografico, economico e sociale.

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