Pubblicato il 14 Aprile 2026
Sciopero al via: adesione massiccia del settore
Dalla mezzanotte è scattato in Sicilia il fermo dei servizi di autotrasporto, promosso dal Comitato Trasportatori Siciliani. La protesta durerà fino al 18 aprile e coinvolge l’intero sistema logistico dell’isola, con effetti particolarmente rilevanti nei porti commerciali.
Secondo gli organizzatori, l’adesione sarebbe vicina al 90% delle imprese del comparto, segnale di un malcontento diffuso.
L’iniziativa non prevede blocchi stradali, ma punta a fermare le operazioni di carico e scarico nei porti, con un impatto diretto sul trasporto intermodale e sulla distribuzione delle merci.
Rifornimenti a rischio per la grande distribuzione
Uno degli obiettivi principali della protesta è interrompere i rifornimenti verso la grande distribuzione organizzata, fino a quando non arriveranno risposte concrete da parte del Governo.
Il blocco delle attività portuali rischia infatti di compromettere la catena degli approvvigionamenti, con possibili ripercussioni su supermercati e attività commerciali.
Le cause della mobilitazione
Alla base dello sciopero c’è il forte aumento dei costi operativi, in particolare quelli legati al carburante e alla gestione delle attività di trasporto.
Secondo il Comitato, le imprese sono messe in difficoltà da una struttura dei costi sempre più insostenibile, aggravata da fattori internazionali.
Tra i punti critici segnalati:
dubbi sui criteri e sui tempi di erogazione del programma Sea Modal Shift,
criticità nella gestione dei fondi legati alla tassa europea ETS,
richiesta di destinare queste risorse al rafforzamento degli incentivi per il trasporto marittimo.
Preoccupazioni per il futuro del settore
I trasportatori esprimono timori anche per le prospettive a medio termine. In particolare, preoccupa la possibile introduzione dell’ETS2 dal 2028, che potrebbe avere un impatto significativo sui costi aziendali.
Inoltre, resta incerto il futuro del programma Sea Modal Shift, attualmente previsto fino al 2027, senza indicazioni chiare su eventuali proroghe o modifiche.
Aumentano i costi dei collegamenti marittimi
Un ulteriore elemento di tensione è rappresentato dall’aumento dei costi dei traghetti, sia nello Stretto che sulle altre tratte marittime. Secondo gli operatori, questi rincari non sarebbero stati adeguatamente compensati dalle misure finora adottate.
Dialogo istituzionale senza accordo
Nelle ore precedenti allo sciopero si è svolto un confronto tra istituzioni regionali e rappresentanti del settore. Tuttavia, l’ipotesi di una convocazione ufficiale era legata alla sospensione della protesta, condizione respinta dal Comitato.
Di conseguenza, il fermo è stato confermato, aprendo una fase di forte tensione per il comparto logistico siciliano.

