Pubblicato il 31 Marzo 2026
Stop di Roma per mancanza di autorizzazione
L’Italia avrebbe negato agli Stati Uniti l’utilizzo della base di Sigonella, in provincia di Catania, per operazioni dirette verso il Medio Oriente.
Secondo quanto emerso, gli asset aerei americani avrebbero pianificato l’atterraggio senza richiedere la necessaria autorizzazione alle autorità italiane, passaggio obbligatorio per operazioni non ordinarie.
La decisione sarebbe stata assunta dal ministro della Difesa Guido Crosetto.
Il retroscena della decisione
L’episodio risalirebbe a qualche giorno fa ed è rimasto inizialmente riservato. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, sarebbe stato informato di un piano di volo statunitense che prevedeva uno scalo a Sigonella prima di proseguire verso il Medio Oriente.
Dalle verifiche è emerso che non si trattava di voli di routine o logistici, ma di operazioni che, per normativa, richiedono un confronto preventivo con il governo italiano. Non essendo avvenuto, è arrivato il diniego.
Le regole sull’utilizzo delle basi
L’uso delle basi militari americane in Italia è regolato da accordi bilaterali risalenti al 1951.
Le strutture restano sotto sovranità italiana, anche se gli Stati Uniti dispongono di ampio controllo operativo. Tuttavia, per attività considerate “non ordinarie”, è obbligatoria l’autorizzazione del governo italiano.
In casi particolarmente delicati, come eventuali operazioni militari verso Paesi terzi, l’esecutivo deve valutare interessi nazionali, diritto internazionale e vincoli costituzionali, informando anche il Parlamento.
Il ruolo strategico della base di Sigonella
La base di Sigonella rappresenta uno dei principali hub militari statunitensi nel Mediterraneo. Situata nella piana di Catania, la Naval Air Station è un punto logistico fondamentale per la Marina Usa e per le operazioni della Nato.
Ospita droni per attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione, oltre a velivoli impiegati in missioni operative e di supporto.
Un tema già al centro del dibattito
La possibilità che gli Stati Uniti utilizzassero basi italiane per operazioni in Medio Oriente era già stata oggetto di discussione politica nelle scorse settimane.
Il ministro Guido Crosetto aveva chiarito che qualsiasi impiego non ordinario delle basi deve essere preventivamente concordato con l’Italia, ribadendo la necessità di rispettare gli accordi internazionali vigenti.

