Pubblicato il 21 Maggio 2026
Le accuse della Procura nei confronti di Giovanna e Bice Messina Denaro
Giovanna e Bice Messina Denaro, sorelle del capomafia di Castelvetrano Matteo Messina Denaro, risultano indagate nell’ambito di un’inchiesta legata alla sua lunga latitanza.
Alle due donne viene contestato il reato di procurata inosservanza della pena, con l’accusa di aver fornito supporto al fratello durante il periodo in cui era ricercato, contribuendo a sottrarlo alla cattura.
La richiesta di arresto e la decisione del giudice
In una fase iniziale dell’indagine, la Procura aveva ipotizzato per le due sorelle anche l’accusa di associazione mafiosa, chiedendone l’arresto.
Il giudice, tuttavia, ha successivamente riqualificato l’impostazione accusatoria. Pur riconoscendo la presenza di gravi indizi di colpevolezza, non ha disposto la misura cautelare, ritenendo assenti le esigenze cautelari anche in considerazione della morte del boss.
Il ricorso della Procura al Riesame
Non condividendo la decisione, i pubblici ministeri hanno presentato ricorso al Tribunale del Riesame, che dovrà ora valutare la correttezza del provvedimento e stabilire se sussistano i presupposti per misure più restrittive nei confronti delle indagate.

