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Sospeso don Giulio Mignani, il prete a favore delle famiglie arcobaleno e pro-eutanasia

Pubblicato il 4 Ottobre, 2022

In questi ultimi anni don Giulio Mignani, parroco di Bonassola in provincia di La Spezia, ha fatto parlare di sé per le sue posizioni controverse e spesso in opposizione con la Chiesa.

La Diocesi di La Spezia ha quindi deciso di sospenderlo per le sue posizioni considerate troppo “rivoluzionarie”.

Chi è don Giulio Mignani

Nei suoi confronti pendeva addirittura un precetto penale che richiamava il parroco a mantenere posizioni più “neutre” e meno estreme.

Nonostante ciò però don Giulio Mignani ha continuato a parlare di temi “scottanti”, come l’aborto, le famiglie arcobaleno e il diritto all’eutanasia che lui sosteneva fortemente.

Sono tanti gli episodi che hanno portato il parroco sotto i riflettori della cronaca. Nel 2021 si rifiutò di benedire i rametti di ulivo durante la Domenica delle Palme per protestare contro il no della Chiesa alle unioni omosessuali: “Se non posso benedire le coppie gay – sentenziò il parroco – non posso benedire neanche le palme”.

La Chiesa voleva trasferirlo, cosa che fu impedita dalla mobilitazione dei suoi parrocchiani che addirittura organizzarono una petizione su Change.org raccogliendo ben 10.000 firme.

Più volte aveva rilasciato interviste tanto alla Rai quanto a Mediaset, dove aveva dichiarato che la sua è una battaglia a sostegno dell’amore e contro l’omofobia.

La notifica della diocesi di La Spezia: “Posizioni non conformi all’insegnamento della Chiesa”

La chiesa ha annunciato la “squalifica” al parroco con questa nota: “Nel corso degli anni più volte ha rilasciato esternazioni pubbliche, apparse anche su vari quotidiani e interviste televisive, nelle quali ha ripetutamente sostenuto posizioni non conformi all’insegnamento della Chiesa”.

Sono molti i parrocchiani vicini a don Mignani, che si è difeso così: “Le posizioni che ho assunto non hanno mai voluto essere offensive né polemiche nei confronti della Chiesa. Ciò che mi ha sempre mosso è la preoccupazione che la Chiesa possa essere considerata sempre più marginale e sempre meno credibile nella società contemporanea.

Per ovviare il pericolo che la Chiesa si chiuda in una sterile autoreferenzialità mi sembra che la via sia quella di permettere a tutti i suoi membri, clero compreso, di poter esprimere liberamente il proprio desiderio di cambiamento”.

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