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Tre minorenni feriti in sparatoria a Catania, 5 fermi per tentato omicidio

Pubblicato il 1 Luglio 2026

Blitz della Polizia dopo settimane di indagini

La Polizia di Stato di Catania ha eseguito un’operazione che ha portato al fermo di sei persone, cinque delle quali gravemente indiziate di tentato omicidio, porto abusivo di armi e munizioni, con l’aggravante di aver agito per favorire il clan mafioso Cappello-Bonaccorsi. Un sesto soggetto è invece accusato di favoreggiamento.

Il provvedimento, disposto dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, è stato eseguito il 26 giugno. Quattro indagati sono stati rintracciati a Floridia, in provincia di Siracusa, mentre gli altri due sono stati bloccati nel capoluogo etneo.

La sparatoria dell’11 giugno nel quartiere San Giovanni Galermo

L’inchiesta prende avvio dalla violenta sparatoria avvenuta la sera dell’11 giugno nel quartiere San Giovanni Galermo, quando intorno alle 23.50 diversi cittadini hanno segnalato l’esplosione di numerosi colpi d’arma da fuoco.

All’arrivo degli agenti, sul posto non vi erano più i protagonisti del conflitto, ma gli investigatori hanno recuperato numerosi bossoli, una pistola abbandonata nei pressi di un campetto di calcio e alcuni scooter, uno dei quali presentava un foro compatibile con l’impatto di un proiettile.

Poco dopo, tre minorenni si sono presentati al Policlinico di Catania con ferite da arma da fuoco. Uno di loro è rimasto gravemente ferito ed è ancora ricoverato all’ospedale Cannizzaro.

Il commando arrivato in scooter e il conflitto a fuoco

Grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza, la Squadra Mobile ha ricostruito la dinamica dell’agguato.

Secondo gli investigatori, un commando composto da sei persone, a bordo di tre scooter e con il volto coperto, avrebbe raggiunto la piazza aprendo il fuoco contro un gruppo di giovani.

Due ragazzi presenti sul posto, già armati, avrebbero risposto agli spari. Ne è nato un violento conflitto a fuoco durante il quale uno dei giovani è rimasto ferito ed è stato costretto ad abbandonare una pistola semiautomatica poi recuperata dalla Polizia.

L’inseguimento dei Carabinieri e il primo arresto

Quasi contemporaneamente, una pattuglia dei Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania ha intercettato tre scooter sospetti con sei persone a bordo, tutte travisate e con le targhe occultate.

Durante l’inseguimento, uno dei passeggeri ha lanciato una pistola calibro 9×21, risultata rubata nel corso di un furto in abitazione. L’uomo è stato arrestato mentre indossava una rudimentale protezione balistica realizzata con libri, coperte e nastro isolante. Dagli accertamenti è emerso inoltre che stava violando gli arresti domiciliari.

Le indagini portano all’identificazione del gruppo

Le successive investigazioni, supportate da filmati di videosorveglianza, intercettazioni telefoniche e ambientali, testimonianze e analisi del traffico telefonico, hanno consentito agli investigatori di identificare progressivamente tutti i componenti del gruppo armato.

Gli elementi raccolti avrebbero inoltre evidenziato che all’origine della sparatoria vi sarebbe stato uno scontro interno tra due diverse componenti del clan Cappello-Bonaccorsi, anche se le cause precise sarebbero ancora oggetto di approfondimento.

La fuga tra Catania, Adrano, Siracusa e Giardini Naxos

Dopo il conflitto a fuoco, gli indagati si sarebbero resi irreperibili, trovando rifugio in diversi immobili tra Adrano, Siracusa, Giardini Naxos e Catania, con il supporto di un presunto fiancheggiatore incaricato di assisterli durante la latitanza.

Secondo la Procura, un ruolo di rilievo sarebbe stato svolto anche da un detenuto, indicato come punto di riferimento del gruppo, che avrebbe impartito disposizioni dall’interno del carcere.

Il blitz a Floridia e gli arresti

Dopo aver appreso che il gruppo si era trasferito improvvisamente a Floridia, gli investigatori hanno localizzato gli indagati all’interno di una struttura ricettiva.

Nella notte del 26 giugno è scattato il blitz della Squadra Mobile, con il supporto del Servizio Centrale Operativo. Quattro persone sono state arrestate nella struttura ricettiva di Floridia, mentre altre due sono state bloccate contemporaneamente a Catania.

Durante le perquisizioni, gli agenti hanno inoltre sequestrato una pistola calibro 6,35 rubata, munita di caricatore con cinque cartucce, trovata nell’abitazione di uno degli indagati, che è stato arrestato anche in flagranza per detenzione abusiva di arma da fuoco.

Sono stati inoltre sequestrati uno degli scooter utilizzati durante l’assalto e diversi telefoni cellulari ritenuti utili alle indagini.

La decisione del Gip

Al termine delle udienze di convalida, i Giudici per le indagini preliminari di Catania e Siracusa hanno convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per i cinque presunti componenti del commando armato.

Diversa la posizione del sesto indagato, accusato di favoreggiamento: il fermo non è stato convalidato per l’ipotesi aggravata contestata dalla Procura, ma il Gip ha comunque disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari, ritenendo sussistenti gravi indizi per il reato di favoreggiamento semplice.

Come previsto dalla legge, tutti gli indagati devono considerarsi presunti innocenti fino all’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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