Pubblicato il 1 Giugno 2026
Scatta l’allarme nella Grotta dei Cinghiali Volanti
Una complessa operazione di soccorso è in corso a Garessio, in provincia di Cuneo, dove nel pomeriggio di domenica 31 maggio un giovane speleologo è rimasto bloccato all’interno della Grotta dei Cinghiali Volanti.
L’allarme è stato lanciato intorno alle 17:00, dopo che alcuni compagni di escursione sono riusciti a raggiungere l’esterno e a contattare il 112. Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo, poco più che ventenne, si troverebbe a circa 120 metri di profondità e sarebbe impossibilitato a muoversi autonomamente, probabilmente a causa di una roccia che ne avrebbe ostacolato il passaggio.
Mobilitate squadre da Piemonte, Liguria e Lombardia
Per affrontare l’emergenza sono stati attivati numerosi specialisti del Soccorso Alpino e Speleologico, provenienti dalle delegazioni di Piemonte, Liguria e Lombardia. Sul posto stanno operando anche i componenti della commissione medica e i tecnici disostruttori, figure specializzate nell’allargamento dei passaggi sotterranei particolarmente stretti.
Al momento non sono note con precisione le condizioni di salute del giovane, ma le informazioni raccolte nelle prime ore indicano che avrebbe riportato alcune ferite e che non sarebbe in grado di risalire senza assistenza.
Una delle aree carsiche più conosciute dagli speleologi
La Grotta dei Cinghiali Volanti si trova nell’area carsica di Rocca d’Orse-Val d’Inferno, un territorio noto agli appassionati di speleologia per la presenza di numerose cavità e percorsi sotterranei.
Scoperta nel 2007, la grotta è diventata negli anni una meta frequentata da gruppi specializzati impegnati in attività di esplorazione, ricerca e documentazione del complesso sistema ipogeo della zona.
Recupero difficile: servirà ampliare i cunicoli sotterranei
Dopo la richiesta di aiuto, una prima squadra di soccorritori è stata rapidamente organizzata e ha raggiunto la frazione di Pianbernardo, per poi dirigersi verso il punto dell’incidente, situato a circa 1.200 metri di altitudine.
Le operazioni di recupero si annunciano particolarmente delicate e potrebbero richiedere molte ore. Per consentire il trasporto dello speleologo verso l’esterno, infatti, sarà necessario allargare alcuni passaggi estremamente stretti presenti lungo il percorso che conduce alla superficie.
La profondità della cavità, unita alla conformazione impervia dell’ambiente sotterraneo, rende l’intervento dei soccorritori complesso e tecnicamente impegnativo, con squadre al lavoro senza sosta per raggiungere e mettere in sicurezza il giovane.

