« Torna indietro

Statua

Statua della Madonna usata per sfondare finestra dell’oratorio: “Ritorsione per la X-Box?”

Pubblicato il 21 Ottobre 2023

“Penso si sia trattato di una finestra rimasta aperta che abbia prestato il fianco a dei ladruncoli. Certamente non è stata la Madonna a provocare ciò che è successo quella notte, anche se materialmente è stata la sua statua a sfondare il vetro. E trattandosi di una statua molto pesante… c’è lo zampino di qualche Asino galattico”. 

Così don Andrea Spreafico.

Da sei giorni in viaggio negli Stati Uniti, nato cinquanta anni fa a Brignano Gera d’Adda, nel bergamasco, non ha ancora idea di chi, la notte tra il 2 e il 3 ottobre scorsi, abbia utilizzato il calco della Madonna come ariete e sfondato la finestra dell’oratorio.

Un furto naufragato. Non è stato portato via nulla: “In cassa c’erano 20 euro e li ho ritrovati lì”, racconta al Corriere.

Il disastro lo ha scoperto la mattina proprio lui, arrivato alla Beata Vergine di Caravaggio, nel quartiere Villetta di Cremona, il 24 settembre scorso, dopo essere stato per dieci anni parroco di Cicognara e Cogozzo (Mantova). E dopo aver fatto parlare di sé per aver chiuso per un giorno l’oratorio di Cicognara causa maleducazione.

statua

Era accaduto a giugno del 2022. Allora, don Andrea aveva appeso un cartello: “Troppe parole volgari, cacca ovunque nei bagni, rifiuti buttati a caso, sedie prese dal portico e abbandonate, persone che entrano in mutandoni e canottiera…”. 

Prete social che non si fa intimorire, don Andrea: “I ladruncoli con me sono cascati male”.

Il furto fallito con vandalismi, lo ha denunciato immediatamente su Facebook, incassando la solidarietà dei suoi nuovi parrocchiani. Pochi giorni prima, il neo parroco aveva nascosto le X-Box che erano gratuitamente a disposizione in oratorio, perché “i giovani che le utilizzavano giocavano, bestemmiando l’uno contro l’altro, spintonando i bambini più piccoli e pensando di potersi comportare come i bulli”. 

Il sacerdote aveva messo un cartello per spiegare che non le avrebbe rimesse a posto sino a quando certi comportamenti non sarebbero cessati.

Ma che il vandalismo sia stata una risposta alla sua punizione resta un’idea. “Per il momento, non ho motivi sufficienti per questa interpretazione”, dice il don dagli Usa che ora pensa al ripristino dell’oratorio, perché i vetri del bar non sono a norma di legge, essendo andati in frantumi e quindi andranno completamente sostituiti.

“La maggior parte delle dotazioni del nostro bar va sostituita per usura e malfunzionamento – dice – Quindi approfittiamo dell’inconveniente per cambiare marcia e procedere più spediti. Sono sicuro che se chiederemo alla comunità di darci una mano, troveremo partecipazione. Il progetto è di rimuovere la finestra, facendola diventare un porta. Non è nulla di sensazionale. Lo sarà, sensazionale, il progetto di ri-arredo e messa in sicurezza (allarme, videosorveglianza) dell’oratorio, ma ci vorrà qualche mese”.