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Stonehenge

Stonehenge: in migliaia rivivono la magia del solstizio d’estate (VIDEO)

Pubblicato il 21 Giugno, 2022

Grande ritorno del raduno di Stonehenge per celebrare il rito del solstizio d’estate dopo la fine delle restrizioni Covid.

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Neppure lo sciopero dei treni ha fermato adepti del culto new age, appassionati e curiosi vari, che si sono riuniti nel celebre sito neolitico nell’Inghilterra meridionale: secondo la stampa locale erano in seimila.

Si tornano, quindi, a vedere le folle del pre pandemia.

Stonehenge
Stonehenge

I partecipanti, in quella che è stata una festa multicolore e pacifica, si sono rivolti secondo costume verso l’imponente cromlech (“circolo di pietra” in bretone) levando le braccia in direzione del sole che sorgeva in un cielo attraversato da qualche nuvola e cercando di scorgere il passaggio dei raggi fra le lastre rocciose.

Quello che di certo sappiamo è che la costruzione di Stonehenge non è avvenuta in una sola volta.

La prima struttura che fu costruita circa 5.000 anni fa fu un antico monumento, un henge, ossia un recinto circolare di terra, le cui pietre furono aggiunte durante il tardo neolitico – intorno al 2500 a.C. Questa è stata senza dubbio un’impresa mastodontica che ha coinvolto centinaia di persone, che avevano a disposizione solo strumenti primitivi.

Le pietre più grandi, le sarsen stone, – uno dei due tipi di pietra utilizzati per il monumento – erano disposte in due formazioni parallele, una a ferro di cavallo e un cerchio esterno. Queste pietre pesano mediamente 25 tonnellate e gli scienziati ritengono che provengano da cave a circa 20 miglia a nord del sito. I “bluestones”, che si pensa provengano dalle colline di Preseli a sud ovest del Galles, a circa 200 miglia da Stonehenge, furono eretti tra i due gruppi di sarsen per creare un doppio arco.

Così come sulle origini del monumento, esistono altrettante teorie per la sua costruzione, in particolare su come le pietre arrivarono al sito.

Alcuni suggeriscono che i costruttori neolitici usarono slitte e tronchi d’albero per creare rulli sui quali farle scivolare, altri che le facessero galleggiare su chiatte lungo la costa gallese e poi lungo il vicino fiume Avon.

Gli scienziati hanno anche ipotizzato che le enormi pietre si siano spostate dai ghiacciai e dalle vasche di ghiaccio durante le diverse ere glaciali. Per chi sogna di esplorare Stonehenge, in attesa che il sito riapra ai turisti internazionali, può farlo con un tour virtuale

Sulla base di prove archeologiche, si ritiene che la Heel Stone – situata a nord-est del sito – possa avere avuto una pietra gemella per incorniciare l’alba in estate.

Dal punto di osservazione più centrale all’interno del cerchio di pietre principale, si vede il sole sorgere a sinistra della pietra, facendo intuire la mancanza della seconda.

Numerosi tumuli e altri reperti archeologici della zona circostante risalgono all’età del bronzo, e la grande collina, a poco più di un miglio da Stonehenge, risale all’età del ferro.

Ulteriori scavi archeologici hanno riportato alla luce numerosi oggetti risalenti all’epoca romana, anche nella regione, suggerendo che il sito abbia avuto una grande importanza rituale per tutta la dominazione romana in Gran Bretagna.