Pubblicato il 2 Gennaio 2026
Il dramma in Svizzera e la solidarietà internazionale
È gravissimo il bilancio dell’incendio scoppiato a Crans-Montana, in Svizzera: almeno 40 persone hanno perso la vita e 119 risultano ferite. La tragedia ha attivato una rete di solidarietà internazionale, con diversi Paesi europei, tra cui l’Italia, impegnati nell’assistenza sanitaria e nel trasferimento dei feriti.
Secondo quanto riferito dal presidente del Canton Vallese, Mathias Reynard, circa 50 pazienti sono stati ricoverati fuori dalla Svizzera, definendo l’accaduto “un dramma per la Svizzera e per l’Unione Europea”.
Il punto sui feriti: due italiani intubati
Dei 119 feriti, circa la metà è ricoverata negli ospedali del Vallese, mentre gli altri sono stati o saranno trasferiti in centri specializzati europei per grandi ustionati.
Il presidente Reynard ha confermato che una cinquantina di pazienti riceverà cure fuori dai confini elvetici.
I trasferimenti in Italia
In Italia è previsto il ricovero di 7 feriti all’ospedale Niguarda di Milano, mentre altri 6 pazienti, attualmente tra Berna e Zurigo, non sono ancora trasportabili a causa delle condizioni critiche.
L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha spiegato che due dei feriti sono intubati e non identificabili direttamente, ma sarebbero cittadini italiani. Il trasferimento avverrà solo quando i medici svizzeri daranno il via libera.
Il cordoglio del governo e lo Stato di mobilitazione
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso profondo cordoglio per la tragedia e ha annunciato il costante coordinamento con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, con la Protezione civile e con i soccorritori italiani.
Attualmente risultano 13 cittadini italiani feriti e sei persone disperse. È stato inoltre decretato lo Stato di mobilitazione del Servizio nazionale della Protezione civile.
L’impegno della Protezione civile
Dopo i primi interventi con elicotteri e personale sanitario specializzato, è stata attivata la Centrale Remota Operazioni di Soccorso Sanitario (Cross) per gestire i trasferimenti in Italia, anche di pazienti non italiani.
Oltre ai primi pazienti già arrivati al Niguarda, sono previsti ulteriori trasferimenti nei prossimi giorni, in accordo con le autorità sanitarie svizzere. In Svizzera sono stati inviati anche team di coordinamento, sanitari esperti in grandi ustioni e psicologi per il supporto ai familiari.
Le indagini sulle cause dell’incendio
Secondo la procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, l’incendio potrebbe essere partito da alcune candele posizionate su bottiglie di champagne, che avrebbero incendiato il soffitto in legno del locale.
L’inchiesta resta aperta e nessuna ipotesi viene esclusa: i reati ipotizzati sono incendio colposo per negligenza, omicidio e lesioni.
Sono già state ascoltate numerose persone, compresi i due gestori del bar “La Constellation”, teatro della tragedia.

