Pubblicato il 29 Aprile 2026
Manifesti strappati e violenza nella notte
Un uomo di 33 anni è stato aggredito a Milano dopo aver strappato alcuni manifesti dedicati a Sergio Ramelli, giovane militante del Fronte della Gioventù ucciso 51 anni fa da esponenti di Avanguardia Operaia. L’episodio si è verificato poco prima della mezzanotte di ieri, 28 aprile, nella zona di via Aselli, proprio dove è prevista la partenza della commemorazione annuale in suo ricordo.
Dinamica dell’aggressione
Secondo una prima ricostruzione, il 33enne avrebbe raccontato di essere stato avvicinato in via Amedeo da un gruppo di persone scese da un’auto. Gli aggressori lo avrebbero colpito con calci e pugni, per poi fuggire rapidamente.
La vittima è stata trasportata in ospedale in codice verde, riportando ferite lievi al volto, in particolare al labbro e al sopracciglio.
Un contesto carico di tensione
L’episodio si inserisce in una giornata simbolica: proprio in quell’area si svolge ogni anno il corteo commemorativo per Ramelli, che si conclude tradizionalmente in piazzale Gorini, luogo in cui una targa ricorda l’aggressione che portò alla sua morte. Per la manifestazione era prevista la partecipazione di circa mille persone.
Le reazioni politiche
Dura la presa di posizione del deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato, che ha commentato l’accaduto dichiarando che il gesto di strappare i manifesti, soprattutto nel giorno dell’anniversario, è particolarmente grave.
Più articolata la posizione dell’assessore regionale Romano La Russa, che ha ribadito la condanna di qualsiasi forma di violenza politica, indipendentemente dall’appartenenza ideologica dei responsabili. Ha inoltre sottolineato che eventuali responsabilità devono essere giudicate con fermezza, senza distinzioni tra destra e sinistra.
Un episodio che riaccende il dibattito
L’accaduto riporta al centro dell’attenzione il tema della violenza politica e delle tensioni legate alla memoria storica, evidenziando come, a distanza di decenni, certe ricorrenze continuino a generare episodi di conflitto e divisione. Nella foto, da wikipedia, Sergio Ramelli. Fonte: Ansa

