Pubblicato il 10 Agosto 2023
Stamattina è stata eseguita, all’istituto di Medicina legale di Milano, l’autopsia di Luca Giuseppe Reale Ruffino.
Il presidente della holding Visibilia, ex gruppo della ministra del Turismo Daniela Santanchè, si è suicidato sabato sera 5 agosto con un colpo di pistola nel suo appartamento in via Spadolini.
L’esame autoptico, a cui hanno partecipato consulenti della Procura che indaga per istigazione al suicidio, è stato disposto per capire l’orario del decesso e escludere che l’imprenditore avesse malattie che possano spiegare il gesto volontario, riferisce il Corriere.
Un esito che mette a tacere alcune rivelazioni, sempre smentite da inquirenti e personale della squadra Mobile, di una possibile patologia che sarebbe potuta essere la molla del suicidio.
Dai primi rilievi, a quanto si apprende da fonti giudiziarie, non sarebbero emerse evidenze di gravi malattie.
I figli del manager, Mattia e Mirko, hanno piena fiducia nell’operato della magistratura e non hanno nominato propri esperti.
All’autopsia non ha partecipato il legale che assiste i familiari, l’avvocato Fabio Re Ferré, che ha detto di non avere nominato un consulente avendo “piena fiducia nella scrupolosità della Procura”.
L’esame è stato disposto nell’ambito dell’indagine per istigazione al suicidio a carico di ignoti.
Scopo dell’inchiesta è quello di accertare se qualcuno possa avere indotto l’imprenditore, per esempio minacciandolo.
Per ricostruire il quadro in cui è maturata la scelta di togliersi la vita, gli inquirenti ritenevano utile sapere se Ruffino soffrisse di una malattia grave, così come riferito da alcune persone.
Nei biglietti lasciati ai familiari Ruffino aveva fatto riferimento alla fatica degli ultimi anni.
“Ho accumulato tensioni e sofferenze che hanno saturato i miei spazi. Vi chiedo scusa”, c’è scritto in un messaggio.

