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Tajani: no a un’uscita unilaterale dal Patto di Stabilità, apertura su misure temporanee per l’energia

Pubblicato il 27 Aprile 2026

Interventi mirati sì, ma solo a tempo

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiarito la sua posizione sulla gestione delle spese legate alla crisi energetica, sottolineando che è possibile escludere temporaneamente dal Patto di Stabilità i costi connessi alle tensioni nello Stretto di Hormuz, in particolare quelli relativi all’energia. Tuttavia, ha precisato che qualsiasi deroga deve avere una durata limitata e ben definita.

Netta contrarietà a un’uscita unilaterale

Tajani ha espresso una posizione molto chiara sul tema delle regole europee: è “assolutamente contrario” a qualsiasi ipotesi di uscita unilaterale dal Patto di Stabilità. Secondo il ministro, una scelta di questo tipo rischierebbe di compromettere l’equilibrio finanziario e i rapporti con l’Unione Europea.

Il ruolo del MES: risorse inutilizzate

A margine del Forum economico di Prato, Tajani ha poi richiamato l’attenzione su un’altra questione cruciale: i circa 400 miliardi di euro disponibili nel Meccanismo Europeo di Stabilità (MES).

Secondo il ministro, non ha senso lasciare queste risorse inutilizzate, definendole di fatto “congelate”. Ha quindi suggerito un’alternativa concreta: impiegare tali fondi per sostenere il debito pubblico, evitando così di ricorrere a nuovo indebitamento.

Una linea improntata alla prudenza finanziaria

Nel complesso, la posizione di Tajani punta a un equilibrio tra flessibilità e responsabilità:

  • apertura a misure straordinarie per affrontare emergenze,
  • ma rifiuto di scelte drastiche e unilaterali,
  • con un forte invito a sfruttare strumenti europei già disponibili prima di aumentare il debito.

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