Pubblicato il 8 Marzo 2026
Migliaia di rientri organizzati dalla Farnesina
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto il punto sulla situazione dei cittadini italiani all’estero nelle aree coinvolte dalla crisi internazionale. Durante un incontro con ambasciatori e consoli dei Paesi interessati, il titolare della Farnesina ha spiegato che la priorità del governo è stata fin dall’inizio garantire il rientro in sicurezza dei connazionali.
Secondo quanto dichiarato, sono già più di 20.000 gli italiani rimpatriati dall’inizio dell’emergenza. Le operazioni continuano con numerosi collegamenti aerei organizzati da diverse città strategiche della regione, tra cui Abu Dhabi, Dubai e Muscat.
Il ministro ha sottolineato inoltre che la situazione per gli italiani che desiderano rientrare in patria sta gradualmente migliorando, grazie al coordinamento tra le autorità diplomatiche e le strutture operative impegnate sul campo.
Operazioni di rientro da Israele e altri Paesi
Il governo italiano sta lavorando anche per favorire la partenza dei cittadini presenti in Israele. Tajani ha spiegato che tutti gli italiani che vogliono lasciare il Paese dovrebbero riuscire a farlo entro breve tempo, con voli programmati anche attraverso l’Egitto.
In alcuni casi, ha aggiunto il ministro, chi possiede una doppia cittadinanza o sceglie di rimanere potrà lasciare il Paese nei giorni successivi, quando la situazione logistica lo permetterà.
Situazione alle Maldive e rafforzamento della sicurezza
Per quanto riguarda le Maldive, la situazione è migliorata rispetto ai giorni precedenti, anche se migliaia di italiani sono ancora in attesa di rientrare. Nelle ultime ore circa 500-600 connazionali sono partiti con due voli dedicati.
Per facilitare le operazioni e garantire maggiore sicurezza, il ministero degli Esteri ha deciso di rafforzare la presenza di personale diplomatico, carabinieri e finanzieri, così da assistere i cittadini nelle procedure di partenza.
Operazioni di evacuazione in Asia
Le attività di rimpatrio riguardano anche altri Paesi asiatici. Tajani ha confermato che un nuovo gruppo consistente di italiani è stato evacuato dal Nepal, mentre sono in corso interventi simili anche in Thailandia, India e Sri Lanka.
L’obiettivo è quello di consentire la partenza del maggior numero possibile di cittadini italiani presenti nelle aree interessate dalla crisi.
Rientro del personale italiano dall’Iraq
Il ministro ha inoltre aggiornato sulla situazione del personale italiano in Iraq. Quasi tutti i dipendenti dell’Eni hanno lasciato il Paese passando dal Kuwait, per poi raggiungere l’Arabia Saudita.
Parallelamente è stato ridotto anche il contingente dell’Aeronautica italiana presente in Kuwait, mentre alcuni carabinieri sono rimasti per supportare l’ambasciata italiana a Riad.
Tajani ha definito l’intervento complessivo “uno sforzo corale della Farnesina”, reso possibile grazie alla collaborazione tra diplomazia, forze armate e personale consolare.
I tentativi diplomatici per la de-escalation
Sul piano internazionale, l’Italia è impegnata anche sul fronte diplomatico. Tajani ha riferito di aver avuto colloqui con il segretario di Stato statunitense Marco Rubio e con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar, con l’obiettivo di favorire una riduzione delle tensioni.
Secondo il ministro, tuttavia, le decisioni prese da Stati Uniti, Israele e Iran non sembrano orientate a una conclusione rapida delle operazioni militari.
Mediazione difficile e situazione nello Stretto di Hormuz
Tajani ha parlato anche del ruolo dell’Oman nei tentativi di mediazione con l’Iran. Dopo un lungo confronto con il ministro degli Esteri omanita, il vicepremier ha spiegato che le prospettive di una mediazione rapida non appaiono particolarmente ottimistiche.
Per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, il ministro ha precisato che non risulta formalmente chiuso, ma di fatto la navigazione è fortemente limitata. Questa situazione, ha avvertito, potrebbe avere ripercussioni economiche significative sull’economia mondiale.
Appello per fermare i combattimenti in Libano
Infine Tajani ha sottolineato l’impegno europeo per ridurre le tensioni anche in Libano. L’Italia sta lavorando insieme ai ministri degli Esteri di Irlanda, Francia, Germania e Spagna per favorire la fine delle ostilità nell’area.
L’obiettivo è ottenere la cessazione dei combattimenti nella zona vicina alle basi della missione ONU Unifil, dove operano anche militari italiani, invitando tutte le parti coinvolte – Hezbollah e Israele – a interrompere gli scontri.

