Pubblicato il 2 Settembre 2026
Il dibattito sull’utilizzo dei beni russi per l’Ucraina
“Non siamo contrari in linea di principio, però bisogna vedere se ci sono le posizioni giuridiche per farlo”. È quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani al suo arrivo al Gymnich, intervenendo sulla proposta avanzata da alcuni Paesi di confiscare gli asset russi congelati e destinarli al sostegno dell’Ucraina.
La questione resta al centro del confronto tra i governi europei, che stanno valutando la possibilità di utilizzare i beni russi immobilizzati per contribuire al sostegno di Kyiv.
Tajani: il nodo resta quello legale
Tajani ha sottolineato come il principale ostacolo non sia di natura politica, ma giuridica. Secondo il ministro, infatti, l’eventuale confisca degli asset russi pone questioni legali che devono essere affrontate prima di poter procedere.
“Ci possono essere dei problemi di tipo giuridico per poter intervenire”, ha spiegato Tajani, ricordando che il tema è stato affrontato più volte a livello europeo.
Nessuna decisione definitiva
Il ministro ha quindi chiarito che la decisione non è stata ancora presa proprio a causa delle questioni legali legate all’operazione. L’obiettivo, prima di procedere, è verificare attentamente quali siano i margini giuridici per utilizzare i beni congelati senza esporsi a possibili conseguenze sul piano del diritto.
Il confronto tra i Paesi prosegue dunque, con la necessità di trovare un equilibrio tra il sostegno concreto all’Ucraina e la piena tutela del quadro giuridico europeo e internazionale.

