Pubblicato il 15 Gennaio 2026
Il contesto attuale
Dal ritiro dell’esercito statunitense nell’agosto 2021, i talebani hanno consolidato il loro controllo sull’Afghanistan. Tuttavia, negli ultimi mesi, il regime mostra segnali di fragilità interna, nonostante le minacce esterne siano relativamente contenute. Le cancellerie internazionali osservano con attenzione soprattutto la repressione in Iran, ma lo sviluppo più preoccupante per i talebani sembra provenire dall’interno del Paese.
Divisioni interne e il caso di Internet
Il vero timore dei talebani non è rappresentato da potenze straniere, ma dalle divisioni interne al movimento. La chiusura e la successiva riapertura di Internet nel settembre 2025 ha messo in evidenza contrasti all’interno dell’Emirato. Il leader supremo Hibatullah Akhundzada aveva ordinato il blocco del web e delle comunicazioni telefoniche, isolando il Paese, ma pochi giorni dopo la rete è tornata disponibile senza spiegazioni ufficiali.
Secondo la Bbc, dietro questo comportamento ci sarebbe stata una spaccatura interna, con il gruppo di Kabul, considerato più pragmatico, che avrebbe fatto pressione sul ministero delle Telecomunicazioni per riattivare la connessione, contravvenendo agli ordini di Akhundzada.
Avvertimenti del leader supremo
Le prime avvisaglie di dissenso erano già emerse nel gennaio 2025, quando Akhundzada aveva dichiarato che i disaccordi interni avrebbero potuto portare al collasso dell’emirato: “A causa di queste divisioni, l’emirato crollerà e finirà”, così riportano le parole del leader afgano secondo la Bbc.
Rapporti esterni e diplomazia
Negli ultimi mesi, i talebani hanno cercato di aprire relazioni diplomatiche con Cina e India e di instaurare un dialogo con l’Unione Europea, interessata a gestire la questione dei migranti afghani espulsi o respinti dai Paesi europei. Inoltre, alcuni Paesi confinanti, come l’Uzbekistan, mantengono ambasciate attive a Kabul, confermando un canale di comunicazione aperto nonostante le tensioni interne.
Nella foto: Mawlawi Amir Khan Muttaqi Ministro degli esteri dei talebani

