Pubblicato il 1 Maggio 2026
L’arresto e le accuse
Un uomo di 52 anni, cittadino iracheno, è stato arrestato con accuse gravi di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e tentata costrizione a matrimonio. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe esercitato per mesi violenze e pressioni sulla figlia per obbligarla a sposare un uomo scelto da lui.
L’arresto è avvenuto in Svezia dopo che l’uomo si era allontanato dall’Italia nel tentativo di sottrarsi alla giustizia. È stato rintracciato grazie a una collaborazione internazionale di polizia ed eseguito un mandato europeo emesso dal giudice per le indagini preliminari.
La denuncia e l’attivazione del Codice Rosso
Le indagini erano iniziate a novembre a Taranto, grazie alla denuncia della giovane vittima. Stremata dalle violenze subite, la ragazza aveva trovato il coraggio di rivolgersi alle autorità, attivando così la procedura del Codice Rosso per i casi di violenza domestica.
Secondo gli investigatori, le pressioni sarebbero iniziate subito dopo il trasferimento della famiglia in Puglia. Il padre avrebbe imposto l’idea di un matrimonio combinato con uomini di origine curda, scelta rifiutata con fermezza dalla giovane.
Segregazione e violenze in famiglia
Il rifiuto della ragazza avrebbe innescato una spirale di minacce e aggressioni fisiche. In particolare, in un episodio avvenuto nell’abitazione familiare, la giovane sarebbe stata segregata e picchiata con violenza, riportando lesioni giudicate guaribili in circa 15 giorni.
La situazione di controllo e paura si sarebbe estesa a tutta la vita quotidiana della vittima, fino a costringerla a rinunciare al lavoro e a vivere in uno stato di forte isolamento e ansia per la propria sicurezza.
Il trasferimento in una struttura protetta
Determinante è stato il rapporto di fiducia instaurato con gli operatori della Polizia di Stato, grazie al quale la ragazza ha accettato di essere collocata in una struttura protetta, dove si trova tuttora al sicuro.
La fuga e la cattura internazionale
Dopo l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare, l’uomo si era reso irreperibile, lasciando l’Italia e rifugiandosi in Svezia, dove aveva avviato una nuova vita lavorativa.
La sua localizzazione è stata possibile grazie alla cooperazione tra Squadra Mobile, Servizio Centrale Operativo ed Europol, che ha permesso di eseguire l’arresto all’estero.
Ora il 52enne dovrà rispondere davanti alla giustizia delle accuse di violenza domestica, lesioni aggravate e tentata imposizione di matrimonio forzato.

