Pubblicato il 22 Agosto 2026
La contestazione alla premier durante la cerimonia
L’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo 2026, ospitata allo stadio Iacovone di Taranto, è stata segnata anche dalle diverse reazioni riservate alle principali cariche dello Stato presenti in tribuna.
Il nome di Giorgia Meloni è stato accolto dai fischi di una parte del pubblico in almeno due momenti della serata. La contestazione più evidente si è verificata quando Massimo Ferrarese, presidente del comitato organizzatore, ha pronunciato il nome della presidente del Consiglio durante la presentazione delle autorità.
Dagli spalti sono arrivati fischi e manifestazioni di dissenso. Nelle immagini trasmesse dalla Rai, Ferrarese sembra quindi aumentare il tono della voce per riuscire a proseguire con il programma della cerimonia.
L’applauso per Sergio Mattarella
Di segno completamente opposto è stata l’accoglienza riservata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Al momento della sua presentazione, circa 20mila spettatori hanno tributato un lungo applauso al capo dello Stato.
La cerimonia, intitolata «Il mito che diventa futuro», si è svolta a poca distanza dall’ex Ilva, uno dei temi più delicati per il territorio tarantino e per l’intera Puglia.
Prima dell’inizio dello spettacolo, Mattarella ha incontrato al Castello Aragonese sei capi di Stato e tre capi di Governo, accolto dal sindaco Piero Bitetti. Successivamente ha dichiarato ufficialmente aperta la manifestazione.
Nel suo intervento alla vigilia dell’inaugurazione, il presidente aveva descritto il Mediterraneo come un ponte tra Oriente e Occidente e tra Nord e Sud. Anche Papa Leone XIV ha inviato un messaggio, richiamando i valori di pace e fratellanza.
La sfilata delle delegazioni e la sfida per Taranto
Ad aprire la sfilata delle delegazioni è stata la Grecia, seguita dagli altri Paesi in ordine alfabetico. Complessivamente sono circa 2.500 gli atleti provenienti da 26 Paesi, all’interno di una manifestazione che coinvolge circa 4mila partecipanti.
A portare il tricolore italiano è stata la campionessa olimpica Antonella Palmisano.
Nel corso della serata, Ferrarese ha ricordato gli sforzi compiuti per arrivare all’appuntamento, definendo l’organizzazione una «corsa contro il tempo» sostenuta da circa 200 milioni di euro stanziati dallo Stato.
Il presidente del comitato organizzatore ha però sottolineato che la vera prova inizierà dopo la conclusione dei Giochi: l’obiettivo è infatti evitare che le strutture realizzate o rinnovate per l’evento finiscano per diventare «cattedrali nel deserto».
Meloni: «Capisco il dissenso a Taranto»
Al termine della cerimonia, Giorgia Meloni ha commentato direttamente i fischi ricevuti, soffermandosi soprattutto sulla situazione dell’ex Ilva.
La presidente del Consiglio ha definito quella dell’acciaieria «una questione complessa che si trascina da decenni» e ha dichiarato di comprendere le ragioni di chi, a Taranto, manifesta il proprio dissenso.
Il confronto richiesto dalle associazioni di categoria è stato rinviato a settembre. Meloni ha comunque assicurato che il dossier sull’ex Ilva rimane tra le principali questioni seguite dal governo sin dal suo insediamento.
Il tavolo sull’acciaieria dovrebbe tornare a riunirsi nei prossimi giorni per esaminare le manifestazioni di interesse relative al futuro dell’impianto.
«Taranto non è solo Ilva»
La premier ha infine sottolineato il significato internazionale dell’appuntamento sportivo, sostenendo che i Giochi rappresentano un’occasione importante per valorizzare il territorio.
Secondo Meloni, Taranto non può essere identificata esclusivamente con l’ex Ilva: la città avrebbe infatti «potenzialità enormi» legate alla propria storia, alla cultura e alle caratteristiche del territorio.

