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Tassista morto dopo aggressione, bloccato il funerale di “Lino”: tre indagati

Pubblicato il 26 Ottobre 2022

Ci sono tre indagati in Procura a Torino per il caso di Pasquale “Lino” Di Francesco, il tassista aggredito lo scorso giugno in Piazza Bengasi, alla periferia del capoluogo piemontese, e deceduto nei giorni scorsi dopo un lungo periodo in coma.

Sono una ragazza di 26 anni e due uomini di 28 anni, entrambi già arrestati e detenuti in carcere e ai domiciliari per altri reati.

Il procedimento per ora è aperto per rapina e “morte in conseguenza di altro reato”.

Domani verrà ordinata l’autopsia.

La Procura, quindi, ha bloccato i funerali, che dovevano tenersi oggi.

Il tassista, così come lui stesso aveva raccontato prima di finire in coma, aveva avuto una lite in via Nizza il 22 giugno con la donna e i due conoscenti.

Era intervenuta la polizia.

Il giorno successivo ci sarebbe stato un altro incontro nella zona della stazione della Metro del grattacielo della Regione: nuova lite, in cui il tassista è stato picchiato. 

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L’uomo ha presentato denuncia ai carabinieri ed è andato alle Molinette per alcune ferite alla testa e sul volto, allo zigomo. Dimesso, il 3 agosto è tornato in ospedale per via di alcune emorragie fino all’8 agosto.

E’ stato di nuovo ricoverato l’11 agosto, ed è entrato in coma senza più uscirne.

Ora per capire cosa l’abbia ucciso si dovrà attendere l’autopsia, richiesta dai familiari del tassista tramite l’avvocato Davide Neboli.  

La morte di Lino ha creato preoccupazione tra i tassisti e riacceso i riflettori sul tema sicurezza.

Sul caso è intervenuta anche la Uil trasporti Piemonte: “La morte di Pasquale Di Francesco “Lino” – dice Andrea Caramagna, coordinatore regionale settore taxi – potrebbe essere stata la diretta conseguenza di una aggressione assurda è terribile, accaduta durante il compimento di un servizio pubblico. Nessuna ragione può spiegare tale comportamento. Adesso è il momento di stringerci intorno alla sua famiglia. Chiediamo più sicurezza e controlli, perché il nostro lavoro sta diventato ogni giorno sempre più pericoloso. Auspichiamo indagini in tempi rapidi che chiariscano i fatti in modo definitivo”.