Pubblicato il 11 Marzo 2026
Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che il conflitto con l’Iran potrebbe concludersi in tempi brevi. In un’intervista rilasciata ad Axios, il leader americano ha affermato che gli obiettivi militari iraniani sono ormai quasi completamente colpiti.
Secondo Trump, infatti, “non c’è praticamente più nulla da bombardare”, segno – a suo dire – dell’efficacia delle operazioni militari condotte finora.
“La guerra sta andando meglio del previsto”
Nel corso dell’intervista, Trump ha sostenuto che l’andamento della guerra è estremamente positivo per gli Stati Uniti. Il presidente ha spiegato che le operazioni stanno procedendo con largo anticipo rispetto alle previsioni iniziali.
Trump ha inoltre sottolineato che i danni inflitti all’Iran superano di molto le aspettative, anche considerando le prime sei settimane del conflitto.
Il presidente ha poi ribadito il suo ruolo nella gestione della crisi, dichiarando che la conclusione della guerra dipenderà dalla sua decisione: quando riterrà opportuno porre fine alle operazioni, il conflitto terminerà.
Nel suo intervento, Trump ha accusato Teheran di aver cercato di destabilizzare il Medio Oriente, sostenendo che l’Iran sta pagando il prezzo di 47 anni di morte e distruzione provocati nella regione. Ha inoltre definito l’azione militare in corso come una forma di “vendetta” per le responsabilità attribuite al regime iraniano.
La minaccia di Teheran sul prezzo del petrolio
Nel frattempo, l’Iran ha lanciato un duro avvertimento a Stati Uniti e Israele sul fronte energetico. Le forze armate iraniane hanno infatti dichiarato che il prezzo del petrolio potrebbe arrivare fino a 200 dollari al barile, collegando l’eventuale impennata alla crisi di sicurezza nella regione.
Secondo quanto affermato da Ebrahim Zolfaqari, portavoce del comando militare di Teheran, la responsabilità dell’instabilità ricade su Washington e sui suoi alleati.
Minacce sul traffico petrolifero nello Stretto di Hormuz
Zolfaqari ha inoltre dichiarato che l’Iran potrebbe bloccare le esportazioni di petrolio dirette verso Stati Uniti, Israele e i loro partner. In particolare, ha affermato che Teheran non permetterà che nemmeno un litro di petrolio raggiunga questi Paesi.
Il portavoce ha aggiunto che qualsiasi nave o petroliera diretta verso tali destinazioni sarà considerata un obiettivo legittimo. Secondo le autorità iraniane, inoltre, gli Stati Uniti non saranno in grado di controllare l’eventuale aumento dei prezzi del petrolio provocato dall’escalation della crisi nello Stretto di Hormuz.

