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Tel Aviv, Eitan, appello dopo la sentenza favorevole alla zia: finita l’udienza

Si è conclusa al Tribunale di Tel Aviv la seduta di appello sul ricorso presentato da Shmuel Peleg. Quest’ultimo è il nonno materno di Eitan Biran, il bimbo unico sopravvissuto alla tragedia della funivia Stresa-Mottarone, avvenuta il 23 maggio scorso. Il ricorso muove contro la prima decisione della Corte favorevole a Aya Biran, zia paterna del piccolo e affidataria della sua tutela. La sentenza dovrebbe essere annunciata nei prossimi giorni, secondo i legali.

“E’ stata un’udienza molto significativa – ha dichiarato Ronen Dlayahu, avvocato di Peleg – I giudici hanno esaminato i documenti, soppesato i punti ed io spero che sia emesso un verdetto che serva all’interesse del minore per gli anni a venire“.

Mandato di cattura internazionale per il nonno di Eitan e il suo autista

“A nessuno fa piacere ricevere un mandato del genere. Comunque affronterà la questione”. Si è espresso in questo modo Ronen Dlayahu, avvocato di Shmuel Peleg, nonno materno di Eitan Biran, oggi a Tel Aviv. Nei confronti di Shmuel è stato spiccato, su richiesta della Procura di Pavia, un mandato di arresto internazionale che ha colpito anche il suo “aiutante”, il cittadino israeliano Gabriel Alon Abutbul.

Dlayahu – in una intervista a Radio 103 – ha poi spiegato i punti del ricorso di parte presentato oggi al Tribunale di Tel Aviv contro la prima sentenza: la residenza abituale del bambino e il suo bene.

Il Gip di Pavia Pasquale Villani, come riporta il Corriere, ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare. Trasmessa alla Procura generale di Milano, essa viaggia verso Israele. Il procuratore facente funzioni di Pavia Mario Venditti ha diretto e portato avanti lunghe e complesse indagini. Queste le sue parole: “Un’indagine difficile, prima di tutto per il carico emotivo che ha comportato per tutti noi. Ci troviamo di fronte tutti, nessun escluso, ad un bambino ancora molto piccolo la cui vita è stata stravolta e segnata, e probabilmente lo resterà per sempre, da una tragedia immane e che, nonostante questo, è stato sottratto a quel minimo di serenità che stava recuperando a fatica”.

I nonni materni di Eitan, nell’ambito del procedimento del Tribunale di Torino che a fine maggio ha portato alla nomina della zia Aya Biran come tutrice, non hanno avuto nella loro “disponibilità” alcuni “documenti”, tra cui la “informativa delle autorità sanitarie all’autorità giudiziaria torinese”: proprio il testo che ha dato il via alla procedura. E’ scritto nel testo del verbale di udienza di due giorni fa, davanti ai giudici di Pavia. In sostanza, gli avvocati dei Peleg hanno contestato la presunta “falsità” di un verbale del procedimento torinese “con riferimento alla fase introduttiva” che ha portato alla nomina della tutrice (fonte: Ansa) .

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