Pubblicato il 12 Giugno 2026
Grande partecipazione per la 28ª edizione della manifestazione
Dopo due anni di stop legati a questioni di sicurezza, il Pride di Tel Aviv è tornato ad animare le strade della città israeliana, richiamando oltre 100.000 partecipanti. L’evento, considerato uno dei più importanti del Medio Oriente per la comunità LGBTQ+, ha segnato il ritorno della tradizionale parata nella sua formula originale.
Secondo quanto riportato dai media locali, la manifestazione ha raggiunto la sua 28ª edizione, riportando migliaia di persone lungo il percorso storico che collega Gordon Beach al Parco Charles Clore, attraversando il lungomare cittadino.
Lo slogan: “Vota con i tuoi piedi”
L’edizione 2026 si è svolta sotto il motto “Vota con i tuoi piedi”, un messaggio che richiama l’importanza della partecipazione civile e dell’impegno pubblico. Gli organizzatori hanno inoltre lanciato un forte appello a favore di uguaglianza, unità e democrazia, temi che hanno caratterizzato l’intera giornata.
Un episodio isolato durante la manifestazione
Nel corso dell’evento si è verificato un episodio che ha attirato l’attenzione dei presenti. Una donna è stata inizialmente fermata all’ingresso della parata a causa di uno slogan di protesta contro il ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, riportato sulla sua maglietta.
Successivamente, le forze dell’ordine hanno chiarito che si è trattato di un caso isolato, ribadendo che i partecipanti erano liberi di esprimere opinioni e di portare contenuti di carattere politico durante la manifestazione.
Un Pride sempre più politico
Come già accaduto nell’edizione del 2023, anche il Pride di quest’anno ha assunto una dimensione più politica rispetto al passato. Le celebrazioni di Tel Aviv, tradizionalmente caratterizzate da un clima festoso e meno orientato al dibattito pubblico, hanno lasciato maggiore spazio a temi sociali e civili.
Il Comune di Tel Aviv, promotore dell’iniziativa, ha sottolineato che la marcia si è svolta “in nome dell’uguaglianza, dell’unità e della democrazia”, confermando la volontà di trasformare l’evento in un momento di partecipazione e riflessione collettiva oltre che di celebrazione. Immagine di repertorio

