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Tensione tra Italia e Spagna, controlli alle frontiere per chi arriva dall’Italia: UE tenta mediazione

Pubblicato il 9 Agosto 2026

Madrid reintroduce i controlli negli aeroporti e nei porti

La Spagna ha ripristinato i controlli alle frontiere interne per i viaggiatori provenienti dall’Italia, una decisione entrata in vigore alla mezzanotte tra venerdì e sabato. La misura è stata adottata dal governo di Pedro Sanchez dopo che l’esecutivo italiano guidato da Giorgia Meloni ha scelto di non revocare la sospensione dell’accordo di Schengen con Madrid, introdotta in seguito alla crisi migratoria che ha interessato Ceuta.

La situazione ha provocato un nuovo fronte di tensione tra Roma e Madrid, due governi che rappresentano visioni politiche profondamente differenti all’interno dell’Unione europea.

La decisione spagnola è stata comunicata a Bruxelles, mentre la Commissione europea ha avviato un tentativo di mediazione. Il commissario europeo per gli Affari interni e la migrazione, Magnus Brunner, ha contattato i ministri dell’Interno italiano e spagnolo, invitandoli a mantenere il dialogo.

Brunner ha ricordato che la fiducia tra gli Stati membri rappresenta una delle risorse fondamentali dell’Unione europea. Secondo il commissario, le autorità spagnole avrebbero assicurato che gli episodi legati a Ceuta non produrranno conseguenze permanenti sul funzionamento dell’area Schengen. Da Roma, inoltre, sarebbero arrivati segnali sulla possibilità che i controlli possano essere rimossi in tempi brevi.

Controlli a campione negli aeroporti spagnoli

Madrid ha reagito con fermezza alle misure introdotte dall’Italia, sostenendo che nessun migrante proveniente da Ceuta sarebbe arrivato nella Penisola iberica attraverso l’Italia. Le autorità spagnole hanno inoltre sottolineato che chi entra nell’enclave di Ceuta non può successivamente circolare liberamente all’interno dell’area Schengen.

Le verifiche sono partite dagli aeroporti di Madrid-Barajas e Barcellona-El Prat, per poi essere estese ad altri importanti scali del Paese, tra cui Malaga, Siviglia, Bilbao, Alicante e Valencia. I controlli hanno interessato anche gli aeroporti delle Isole Baleari e delle Canarie.

Le verifiche vengono effettuate a campione, coinvolgendo interi voli oppure singoli passeggeri. Secondo quanto riferito da fonti del ministero dell’Interno spagnolo, viene controllato tra il 5 e il 10% dei viaggiatori in arrivo dall’Italia.

Anche i porti sono interessati dalla misura. Per la giornata era previsto l’arrivo a Barcellona di una nave da crociera proveniente dall’Italia, sulla quale sono stati programmati controlli a campione.

Nonostante l’introduzione delle verifiche, il traffico negli aeroporti continua a svolgersi regolarmente. Aena, la società che gestisce la maggior parte degli scali spagnoli, ha riferito che non sono emerse particolari criticità o incidenti.

La stessa situazione è stata descritta dalla polizia nazionale e dal ministero dell’Interno spagnolo, che hanno parlato di una giornata caratterizzata da normalità e assenza di disagi significativi.

I viaggiatori italiani: nessun problema particolare

Le testimonianze raccolte tra gli italiani arrivati a Madrid confermano, almeno per il momento, un impatto limitato dei nuovi controlli.

Una passeggera arrivata da Milano-Bergamo ha raccontato di essere partita con qualche preoccupazione, ma di aver completato il viaggio senza particolari difficoltà. Le verifiche, dunque, non sembrano aver provocato rallentamenti generalizzati negli scali coinvolti.

Nel frattempo, la Farnesina ha comunicato il rafforzamento dell’assistenza consolare destinata agli italiani che si trovano in Spagna o che stanno viaggiando verso il Paese.

Roma mantiene la sospensione fino al 15 agosto

Il governo italiano, almeno per il momento, non sembra intenzionato a modificare la propria posizione. Palazzo Chigi ha confermato che la sospensione dell’applicazione dell’accordo di Schengen nei confronti dei cittadini di Paesi terzi provenienti dalla Spagna resterà in vigore almeno fino al 15 agosto.

La data potrebbe essere particolarmente delicata perché, secondo le autorità, proprio in quel periodo potrebbe verificarsi un nuovo tentativo di arrivo in massa a Ceuta.

Sui social network è infatti circolato un appello rivolto ai migranti affinché raggiungano la città autonoma spagnola. Secondo l’intelligence di Madrid, l’invito sarebbe considerato sufficientemente credibile da rappresentare un potenziale rischio.

A Ceuta la situazione resta critica

Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha descritto una situazione ancora lontana dal ritorno alla normalità. Secondo quanto dichiarato dal rappresentante del Partido Popular, nell’enclave spagnola potrebbero trovarsi ancora tra gli 8mila e gli 11mila migranti.

Il bilancio umano della crisi è particolarmente grave. Più di 140 persone avrebbero perso la vita nel tentativo di raggiungere Ceuta: alcune sono morte annegate, mentre altre sono rimaste vittime della calca.

La vicenda ha riacceso anche il dibattito europeo sulla gestione dei flussi migratori e sulla necessità di trovare un equilibrio tra sicurezza delle frontiere e tutela dei diritti fondamentali.

Mattarella: al centro la dignità delle persone

Nel corso della commemorazione della tragedia di Marcinelle, episodio simbolo della storia dell’emigrazione italiana, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato l’attenzione sul costo umano delle migrazioni.

Il capo dello Stato ha sottolineato la necessità di una gestione dei flussi migratori basata sul rispetto della dignità delle persone, invitando a ricordare le tragedie del passato e a lavorare affinché eventi simili non si ripetano.

La crisi di Ceuta, intanto, continua a mettere alla prova i rapporti tra Italia e Spagna e la tenuta della cooperazione all’interno dello spazio Schengen, mentre Bruxelles cerca una soluzione capace di evitare che la situazione degeneri ulteriormente.

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