Pubblicato il 16 Marzo 2026
L’arresto dopo le indagini dei carabinieri
Un diciannovenne è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio per aver sparato al proprio cugino lo scorso 14 gennaio a Gela, in provincia di Caltanissetta.
Il giovane, Giovanni Raniolo, è stato fermato dai carabinieri al termine delle indagini coordinate dalla Procura. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe aperto il fuoco contro il parente al culmine di una disputa nata alcuni giorni prima.
Il procuratore capo Salvatore Vella ha spiegato che il gesto potrebbe essere stato scatenato da una lite per motivi banali, probabilmente legata a un motorino.
Gli spari davanti alla casa della fidanzata della vittima
Secondo gli inquirenti, il ragazzo avrebbe raggiunto via Neri a bordo di uno scooter, fermandosi nei pressi dell’abitazione della fidanzata della vittima.
Una volta arrivato sul posto, avrebbe esploso almeno quattro colpi di pistola. Il cugino è rimasto ferito a un piede, ma le sue condizioni non sono risultate gravi.
Dopo il ferimento, il giovane è stato trasportato in ospedale dove ha negato di essere stato colpito dal parente.
L’arma e le accuse di premeditazione
Le indagini hanno portato gli investigatori a ritenere che l’indagato abbia utilizzato una pistola calibro 9, arma che non è stata ancora ritrovata.
All’arrestato viene contestata anche la premeditazione, elemento che aggraverebbe la sua posizione. Attualmente il diciannovenne si trova detenuto nel carcere di Balate.
Il telefono distrutto durante la perquisizione
Un dettaglio emerso durante le operazioni dei carabinieri riguarda la perquisizione nell’abitazione dell’indagato.
Il colonnello Marco Montemagno ha riferito che i genitori del ragazzo avrebbero contribuito a distruggere il telefono cellulare del figlio proprio mentre i militari stavano per sequestrarlo come possibile prova.
Le indagini continuano
Secondo quanto ricostruito, il giovane avrebbe sparato ad altezza d’uomo, circostanza che avrebbe potuto provocare conseguenze ben più gravi.
Gli investigatori stanno ora cercando di identificare la persona che si trovava sullo scooter insieme all’arrestato al momento dell’agguato.
Il procuratore Vella ha infine sottolineato la gravità dell’episodio, evidenziando come episodi di violenza scatenati da motivi futili rischino di trasformarsi in tragedie. Inoltre, ha precisato che nessuno ha presentato denuncia per quanto accaduto, nonostante la sparatoria avvenuta in strada. Fonte: Anza

