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Già 6mila firme per la petizione contro la costruzione di un porto turistico a Torre Blandamura (Link alla petizione)

Pubblicato il 25 Gennaio, 2022

Ha raccolto più di 6mila firme in una sola settimana la petizione lanciata sulla piattaforma Change.org dal Comitato per il parco del Mar Piccolo in difesa della pineta di Torre Blandamura.

Ha raccolto più di 6mila firme in una sola settimana la petizione lanciata sulla piattaforma Change.org dal Comitato per il parco del Mar Piccolo in difesa della pineta di Torre Blandamura. Nell’appello, rivolto alle Istituzioni, i promotori puntano il dito contro la costruzione di un porto turistico che, secondo loro, andrebbe a impattare negativamente su tutto l’ecosistema della zona.

torre blandamura petizione
Petizione Torre Blandamura

Nel testo della petizione si legge che: “In località Torre Blandamura, lungo la costa orientale, in direzione del Salento, al confine con il Comune di Leporano sopravvive uno degli ultimi lembi naturali, non ancora distrutti dalla cementificazione selvaggia di cui la costa tarantina è stata oggetto a partire dagli anni ’60. Tali interventi, spesso abusivi, hanno portato nel tempo, alla costruzione di ville e manufatti in prossimità del mare, alla distruzione degli ambienti naturali e al restringimento progressivo delle aree cui accedere liberamente al mare. L’area di Torre Blandamura”, ancora miracolosamente intatta, costituita da pinete di pino d’Aleppo, da arbusti di lentisco, fillirea, cisti e, in prossimità della costa, da vegetazione alofila protetta da leggi comunitarie, rischia di scomparire in quanto su questo territorio è prevista la realizzazione di un porticciolo turistico, di importanti superfici, con annesse infrastrutture a terra che porterebbe alla distruzione di tutta la vegetazione e alla cementificazione della scogliera. Il porticciolo andrebbe poi a distruggere anche l’ambiente marino a fronte di remoti vantaggi economici per i privati.

I promotori commentano: “In questi giorni, sono già in corso le prime opere infrastrutturali “come la recinzione del cantiere, che di già impedisce l’accesso al mare, frequentato non solo dagli abitanti del posto ma anche della città, e la realizzazione di stradine che hanno già determinato lo sradicamento di vegetazione protetta. Oltre che alla distruzione degli ambienti naturali, stiamo assistendo all’ennesima privatizzazione degli ultimi lembi di costa in cui è possibile ancora accedere liberamente al mare. Aiutateci, con le vostre firme”, conclude il comitato, “a bloccare questa ennesima violenza al nostro splendido ambiente naturale!”