Pubblicato il 16 Maggio 2026
Recuperato il corpo dell’istruttore Gianluca Benedetti
Dovrebbero riprendere oggi le operazioni di ricerca nei fondali dell’isola maldiviana di Alimathà, dove si è consumata la tragedia che ha coinvolto cinque sub italiani morti durante un’immersione.
Nella giornata di ieri le condizioni del mare e del meteo hanno reso particolarmente difficili i soccorsi, consentendo il recupero di un solo corpo: quello di Gianluca Benedetti, istruttore subacqueo e capobarca originario di Padova.
Con lui hanno perso la vita anche Monica Montefalcone, docente dell’Università di Genova, la figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino e il 31enne Federico Gualtieri.
Secondo le prime ricostruzioni, i corpi delle altre quattro vittime sarebbero ancora intrappolati all’interno della grotta sommersa, a circa sessanta metri di profondità.
Operazioni di recupero considerate ad alto rischio
Le ricerche stanno coinvolgendo sommozzatori altamente specializzati, imbarcazioni e mezzi aerei di supporto. Le autorità locali hanno definito l’intervento una missione “ad alto rischio”, considerate le difficoltà operative e la profondità della cavità subacquea.
Nella giornata di ieri la guardia costiera è riuscita a raggiungere soltanto i primi due ambienti della grotta, senza però arrivare al terzo livello dove si ipotizza possano trovarsi gli altri corpi.
L’ambasciatore italiano a Colombo, Damiano Francovigh, ha spiegato che oggi verrà effettuato un nuovo tentativo di immersione.
Tajani: “Faremo tutto il possibile per riportare a casa le salme”
Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani è intervenuto sulla vicenda assicurando il massimo impegno per il recupero delle vittime.
Il ministro ha dichiarato che verrà fatto “tutto il possibile” per riportare in Italia le salme dei connazionali nel più breve tempo possibile. Tajani ha inoltre disposto assistenza alle famiglie delle vittime e ai cittadini italiani coinvolti nella tragedia.
Su richiesta della Farnesina, la polizia locale metterà a disposizione anche un team specializzato nel supporto psicologico.
Aperta un’inchiesta per chiarire le cause della tragedia
Nel frattempo la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per fare luce su quanto accaduto durante l’immersione.
Le autorità stanno ascoltando le persone presenti a bordo della safari boat “Duke of York” e verificando le attrezzature utilizzate dai sub prima della discesa.
Al momento restano diverse ipotesi sulle cause dell’incidente. Tra quelle al vaglio degli investigatori vi sarebbe un possibile problema alla miscela di ossigeno contenuta nelle bombole, ma si ipotizzano anche improvvise correnti ascensionali o una perdita di orientamento all’interno della grotta sommersa.
Esperti: “A quelle profondità ogni problema può diventare fatale”
Secondo alcuni operatori italiani che lavorano alle Maldive nel settore delle immersioni, le condizioni climatiche in questo periodo possono cambiare rapidamente a causa della stagione delle piogge.
Tuttavia, alcuni testimoni avrebbero riferito che al momento dell’immersione il mare era calmo e la visibilità molto buona.
Roberto Fragasso, responsabile del Sinai Dive Club alle Maldive, ha spiegato che a profondità così elevate anche una minima difficoltà può trasformarsi in una situazione estremamente pericolosa.
Sospesa la licenza della safari boat
Intanto il ministero del Turismo delle Maldive ha annunciato la sospensione della licenza operativa della “MV Duke of York”, l’imbarcazione utilizzata dal gruppo di sub italiani.
Le autorità locali hanno espresso vicinanza alle famiglie delle vittime e ringraziato tutti coloro che stanno partecipando alle complesse operazioni di ricerca e recupero.

