Pubblicato il 16 Giugno 2026
Il malore improvviso durante il servizio
Non ce l’ha fatta Marco Noviello, 26 anni, carabiniere in servizio a Clusone, in provincia di Bergamo. Il giovane militare è morto dopo essere stato colpito da un grave malore improvviso mentre si trovava in caserma, durante il turno di lavoro.
L’episodio si è verificato nella tarda mattinata di sabato 13 giugno. I colleghi lo hanno trovato privo di sensi nel garage della struttura, accanto all’auto di servizio, e hanno immediatamente lanciato l’allarme.
I soccorsi e il ricovero d’urgenza
I militari presenti hanno tentato le prime manovre di rianimazione, utilizzando anche il defibrillatore in dotazione alla caserma. Successivamente è stato richiesto l’intervento dei sanitari.
Il giovane è stato trasferito in elicottero al vicino campo sportivo, dove era già pronto il mezzo di soccorso, e poi trasportato in codice rosso all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Nonostante gli sforzi dei medici, le sue condizioni sono rapidamente peggiorate fino al decesso, avvenuto nella giornata di lunedì 15 giugno, a meno di 48 ore dal malore.
Un giovane carabiniere molto stimato
Originario di Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, Marco Noviello si era trasferito da tempo in Lombardia per motivi di servizio. Da circa due mesi era assegnato al nucleo radiomobile della compagnia dei carabinieri di Clusone, dopo aver prestato servizio per quattro anni alla stazione di Gandino.
Prima di intraprendere la carriera nell’Arma, aveva praticato a lungo pallanuoto a livello agonistico, attività che lo aveva accompagnato per anni.
Il ricordo dei colleghi e dell’Arma
La notizia della sua morte ha profondamente colpito colleghi e superiori. Il comandante della compagnia di Clusone, Maurizio Guadalupi, lo ha ricordato con parole di grande commozione.
Secondo il suo ricordo, la scomparsa di Noviello lascia “un vuoto immenso nell’Arma e nella comunità”, sottolineando come fosse un militare serio, disponibile, generoso e profondamente legato al dovere.
Il comandante ha inoltre evidenziato come il suo esempio e il suo sorriso continueranno a vivere nella memoria di chi ha lavorato con lui e di tutti coloro che condividono i valori dell’Arma dei Carabinieri.

