Pubblicato il 19 Giugno 2025
Il dramma è avvenuto ieri pomeriggio, 18 giugno. Erano circa le 15 quando i genitori di una ragazza (una 30enne) preoccupati per le mancate risposte della figlia al cellulare, hanno aperto la porta di casa.
I genitori hanno trovato la loro figlia stesa sul balcone, ormai priva di vita. Aveva sul corpo segni di alcune coltellate, che le sono state fatali. Nonostante lo choc, hanno trovato il coraggio di chiamare aiuto al 112. Una chiamata disperata di intervento per cercare di salvare la loro figlia, da poco divenuta mamma. I soccorsi sanitari sono arrivati prestissimo in quell’abitazione nel quartiere a ridosso dell’ospedale.
Ma nonostante la tempestività, ogni tentativo di salvare la povera ragazza si è rivelato purtroppo inutile. Il suo cuore aveva smesso di battere nonostante nella stanza accanto, in quel lettino, stesse accoccolata la sua bimba di 8 mesi. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Jesi, che hanno eseguito un sopralluogo nell’appartamento all’ultimo piano della palazzina dove la vittima abitava con il marito e la loro bimba. L’uomo era al lavoro, ignaro di quanto avvenuto. Non vi sarebbero, almeno secondo le prime evidenze, segni di effrazione che lascino supporre a un’aggressione mortale da parte di terzi. Il coltello, rinvenuto accanto al corpo, era stato preso in cucina. Tutto lascerebbe supporre agli inquirenti che si sia trattato di un tragico ultimo gesto volontario, sebbene incomprensibile. Tuttavia per fugare ogni dubbio sono anche intervenuti gli esperti del Sis, Sezione investigazioni scientifiche del Comando provinciale Carabinieri di Ancona, che hanno eseguito un accurato sopralluogo tecnico-scientifico. Allertato il pm di turno.
Le ipotesi
In casa non sarebbero stati rinvenuti biglietti o lettere d’addio a far accettare quanto accaduto. Nulla, nei giorni scorsi, aveva lasciato presagire uno stato di disperazione nella giovane mamma che avrebbe potuto spingerla a commettere l’ultimo gesto. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, anche quella di una silente e subdola depressione post-partum non manifestata prima. Ma sono ipotesi che dovranno essere valutate in base ai riscontri medico legali che saranno disposti dall’autorità giudiziaria. Ora c’è solo spazio al dolore e alla pietà.

