Pubblicato il 4 Febbraio 2026
Svolta nelle indagini sui tre cacciatori uccisi
Potrebbe essere vicino un punto di svolta nel mistero dei tre cacciatori trovati morti nei boschi di Montagnareale, nel Messinese. Le attenzioni degli investigatori si concentrano ora su un quarto uomo presente sul luogo della tragedia, attualmente iscritto nel registro degli indagati.
Le vittime sono i fratelli Giuseppe e Devis Pino, di 44 e 26 anni, e Antonio Gatani, 82enne di Patti. I tre sono stati trovati senza vita la scorsa settimana, in una zona boschiva isolata. L’ipotesi del suicidio-omicidio è stata esclusa: si tratta di un triplice omicidio.
L’uomo sotto indagine e le armi sequestrate
L’identità dell’indagato non è stata ufficialmente resa nota, ma secondo le indiscrezioni si tratterebbe dell’amico di Gatani, che il 28 gennaio si sarebbe recato con lui per una battuta di caccia nella stessa area dove sono stati rinvenuti i corpi.
Le forze dell’ordine hanno disposto il sequestro delle armi dell’uomo, che saranno sottoposte ad accertamenti balistici da parte dei Ris. Gli esperti confronteranno i fucili con i bossoli e i proiettili repertati sui corpi delle vittime. La sua posizione è ancora al vaglio, ma gli inquirenti ritengono che potrebbe aver avuto un ruolo determinante nella vicenda.
Non si esclude che il numero degli indagati possa aumentare: sono stati sequestrati, come atto dovuto, anche altri fucili legalmente detenuti da cacciatori che conoscevano le vittime.
Autopsia: escluso il suicidio-omicidio
L’autopsia, eseguita all’ospedale Papardo di Messina dai medici legali Alessio Asmundo e Giovanni Andò, ha confermato che i tre uomini sono stati uccisi da colpi d’arma da fuoco. Le salme restano a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Dagli esami emerge un dato significativo: nessuna delle vittime è stata colpita alle spalle. Sui corpi è stata effettuata anche una Tac, ma molti interrogativi restano aperti. Ulteriori elementi potrebbero arrivare dagli esami balistici sulle armi ritrovate accanto ai cadaveri e su quelle sequestrate nelle ultime ore.
La ricostruzione delle ultime ore
Secondo quanto riferito dall’uomo ora indagato, la mattina del 28 gennaio si sarebbe recato a casa di Gatani poco dopo le 6. Dopo un caffè, i due avrebbero preso due auto per recuperare il cane e dirigersi verso la zona di contrada Caristia, diversa rispetto alle abituali aree di caccia.
L’uomo avrebbe raccontato di aver parcheggiato lungo la strada per poi salire sull’auto dell’anziano. Intorno alle 10, non riuscendo a contattare Gatani al telefono, i familiari si sarebbero allarmati e avrebbero dato il via alle ricerche che hanno portato al ritrovamento dei tre corpi, disposti a circa 30 metri l’uno dall’altro.
A lanciare l’allarme definitivo sarebbe stato un giovane che praticava motocross nella zona.
Le ipotesi investigative
Le prime ricostruzioni indicano che tutti e tre sarebbero stati colpiti al torace. Il primo a cadere sarebbe stato Giuseppe Pino, poi Gatani e infine Devis Pino, raggiunto da un primo colpo a distanza e da un secondo sparo ravvicinato.
Un dettaglio che rafforza l’ipotesi della presenza di almeno un’altra persona armata sulla scena. I due fratelli, secondo quanto emerso, non avrebbero avuto rapporti con l’anziano, circostanza che lascia aperta anche la possibilità di un incontro casuale degenerato.
Tra le piste al vaglio ci sono quella di una lite sfociata in tragedia oppure di un errore di caccia che avrebbe innescato una sparatoria. Gli interrogativi restano numerosi e solo gli accertamenti tecnici potranno chiarire la dinamica esatta di quanto accaduto nel bosco di Montagnareale.

