Pubblicato il 31 Maggio 2026
Nuove condizioni da parte della Casa Bianca
L’amministrazione statunitense avrebbe trasmesso all’Iran una versione aggiornata e più severa della proposta di accordo destinata a porre fine al conflitto in corso. Secondo quanto riportato dal New York Times, il presidente Donald Trump avrebbe deciso di modificare alcuni punti del quadro negoziale prima di rinviarlo alle autorità iraniane per una nuova valutazione.
Fonti vicine ai colloqui riferiscono che il presidente americano sarebbe rimasto insoddisfatto dai tempi di risposta di Teheran, giudicati troppo lunghi rispetto alle aspettative di Washington.
Pressioni per accelerare l’approvazione
Uno dei funzionari citati dal quotidiano statunitense sostiene che le modifiche introdotte da Trump siano state pensate per aumentare la pressione sull’Iran e accelerare il processo decisionale. L’obiettivo sarebbe quello di spingere la leadership iraniana ad accettare il quadro negoziale già trasmesso in precedenza alla Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, per l’approvazione definitiva.
Secondo le stesse fonti, il nuovo documento rappresenterebbe una versione più rigida rispetto a quella inizialmente proposta dagli Stati Uniti.
Le difficoltà nei contatti con la leadership iraniana
Il percorso diplomatico starebbe però incontrando diversi ostacoli. Il New York Times evidenzia infatti come raggiungere la Guida Suprema iraniana e ottenere una risposta ufficiale si sia rivelato particolarmente complesso.
Per questo motivo, ogni ulteriore modifica al memorandum d’intesa potrebbe tradursi in nuovi rallentamenti e prolungare i tempi necessari per arrivare a una decisione conclusiva.
I dubbi sui fondi destinati all’Iran
Al momento non sono stati resi noti i dettagli delle modifiche apportate al testo. Tuttavia, due funzionari hanno riferito che Trump nutrirebbe forti perplessità riguardo ad alcune clausole che prevedono lo sblocco di risorse finanziarie a favore dell’Iran.
Si tratta di un tema particolarmente sensibile per il presidente americano, che in passato aveva criticato duramente l’allora presidente Barack Obama per aver sostenuto misure analoghe nell’ambito dell’accordo nucleare siglato oltre dieci anni fa con Teheran.
Il ruolo dei mediatori internazionali
La definizione delle proposte sarebbe avvenuta anche grazie al contributo di diversi intermediari internazionali. Tra i Paesi coinvolti nel lavoro diplomatico figurerebbe anche il Pakistan, che avrebbe svolto un ruolo di mediazione nei contatti tra le parti.

