Pubblicato il 16 Marzo 2026
Nuove dichiarazioni del presidente Usa sulla crisi con Teheran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un nuovo avvertimento all’Iran, sostenendo che basterebbe “una sola semplice parola” per distruggere la rete di oleodotti sull’isola di Kharg, infrastruttura strategica per l’esportazione petrolifera della Repubblica islamica.
Secondo il leader americano, dall’inizio dell’operazione militare statunitense avviata il 28 febbraio, gli Stati Uniti avrebbero colpito oltre 7.000 obiettivi nel territorio iraniano e affondato circa 100 imbarcazioni.
Trump: “Le capacità militari iraniane sono state annientate”
Intervenendo alla Casa Bianca, Trump ha affermato che la campagna militare statunitense è proseguita con intensità negli ultimi giorni, provocando danni significativi alle forze armate iraniane.
Il presidente ha dichiarato che le capacità militari dell’Iran sarebbero state “letteralmente annientate”, aggiungendo che l’aeronautica e la marina iraniane non esisterebbero più nella loro forma operativa e che numerose navi sarebbero state affondate.
Trump ha inoltre rivendicato risultati importanti sul piano operativo:
- riduzione del 90% nei lanci di missili balistici iraniani
- calo del 95% degli attacchi effettuati con droni
- distruzione di oltre 30 navi posamine
Secondo il presidente americano, anche la capacità dei droni iraniani sarebbe ormai “quasi azzerata”.
“L’Iran oggi è una tigre di carta”
Nel suo intervento, Trump ha ridimensionato la minaccia rappresentata da Teheran, definendo il Paese “una tigre di carta”.
Il presidente ha però precisato che la situazione era diversa solo poche settimane fa, affermando che due settimane prima l’Iran non poteva ancora essere considerato così indebolito.
La coalizione per lo Stretto di Hormuz
Trump ha poi parlato del progetto americano di creare una coalizione internazionale per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici per il commercio mondiale di petrolio.
Secondo il presidente, diversi Paesi avrebbero manifestato l’intenzione di partecipare, anche se non tutti con lo stesso entusiasmo.
Trump ha criticato in particolare alcuni alleati storici degli Stati Uniti, ricordando che Washington li ha difesi per decenni da minacce esterne, ma che nonostante ciò alcuni governi preferirebbero non inviare navi militari nell’area.
Il rischio mine nello Stretto di Hormuz
Il presidente ha infine affrontato il tema della possibile presenza di mine nello Stretto di Hormuz.
Trump ha spiegato che non esistono ancora certezze sul fatto che l’Iran abbia effettivamente posato mine nelle acque dello stretto, ma ha avvertito che una simile decisione da parte di Teheran equivarrebbe a “una forma di suicidio”.

