Pubblicato il 12 Marzo 2026
La risposta di Trump alle preoccupazioni per il caro benzina
Il presidente Donald Trump ha risposto alle crescenti preoccupazioni negli Stati Uniti per l’aumento del prezzo della benzina, legato alle tensioni e al conflitto con l’Iran. Secondo il leader americano, l’incremento del costo del petrolio potrebbe trasformarsi anche in un vantaggio economico per gli Stati Uniti.
Trump ha sottolineato che gli Stati Uniti sono attualmente il più grande produttore di petrolio al mondo. Per questo motivo, ha spiegato, quando il prezzo del petrolio aumenta, il Paese finisce per guadagnare di più grazie alla propria produzione energetica.
L’obiettivo politico: fermare il nucleare iraniano
Nonostante l’attenzione sui mercati energetici, Trump ha ribadito che la priorità della sua amministrazione rimane la sicurezza internazionale. Il presidente ha dichiarato che la questione più importante per lui è impedire all’Iran di ottenere l’arma nucleare.
Nel messaggio pubblicato mentre da Teheran veniva diffusa la prima dichiarazione di Mojtaba Khamenei, Trump ha affermato di voler fermare quella che ha definito “l’impero del Male”, accusando l’Iran di rappresentare una minaccia per il Medio Oriente e per la stabilità globale.
Il presidente ha inoltre assicurato con fermezza che non permetterà mai che l’Iran sviluppi armi nucleari, sottolineando che tale scenario potrebbe portare a conseguenze devastanti per l’intera regione e per il mondo.
L’intervento dell’Agenzia Internazionale per l’Energia
Nel frattempo, mentre i prezzi del petrolio registrano un forte aumento, i 32 Paesi membri dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) hanno deciso di intervenire per stabilizzare il mercato.
L’organizzazione ha annunciato il più grande rilascio di scorte petrolifere di emergenza mai realizzato nella sua storia. L’iniziativa mira a compensare la perdita di approvvigionamento legata alla chiusura dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici per il commercio mondiale di petrolio.
Il direttore esecutivo dell’AIE, Fatih Birol, ha spiegato che i Paesi membri metteranno sul mercato circa 400 milioni di barili di petrolio, con l’obiettivo di attenuare le tensioni sui prezzi e garantire una maggiore stabilità dell’offerta globale.
Le decisioni attese dall’Unione Europea
Parallelamente, anche l’Unione Europea sta valutando le proprie mosse. Gli Stati membri dovrebbero comunicare entro le ore 18 le loro intenzioni riguardo alla proposta avanzata dall’AIE.
Lo ha spiegato la portavoce della Commissione Europea per l’Energia, Anna-Kaisa Itkonen, durante il briefing quotidiano con i giornalisti a Bruxelles. Nella mattinata si sono riuniti infatti sia il gruppo di coordinamento per il petrolio (Oil Coordination Group) sia quello per il gas (Gas Coordination Group) per discutere le possibili misure da adottare di fronte alla crisi energetica.

