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Trump torna a puntare sulla Groenlandia: cresce la tensione tra Stati Uniti ed Europa

Pubblicato il 20 Maggio 2026

Nuove mosse di Washington sul territorio artico

Sembrava che Donald Trump avesse accantonato l’idea di rafforzare il controllo statunitense sulla Groenlandia, territorio autonomo legato alla Danimarca. In realtà, secondo diversi osservatori internazionali, si sarebbe trattato soltanto di una pausa strategica. Ora la Casa Bianca è tornata a muoversi con decisione sull’isola artica.

Nei giorni scorsi l’emissario americano per la Groenlandia, il governatore della Louisiana Jeff Landry, è arrivato a Nuuk portando con sé simboli legati alla campagna trumpiana, compresi i celebri cappellini rossi “Make America Great Again”.

La visita non era stata annunciata preventivamente alle autorità groenlandesi democraticamente elette, che hanno comunque deciso di ricevere il rappresentante statunitense.

Gli Stati Uniti puntano a una presenza permanente

Secondo indiscrezioni riportate dal New York Times, l’obiettivo americano non sarebbe più una vera e propria annessione della Groenlandia, ma una forma di controllo strategico duraturo sul territorio.

Washington vorrebbe infatti:

  • mantenere una presenza militare senza limiti temporali;
  • conservare le proprie basi anche in caso di futura indipendenza della Groenlandia;
  • ottenere un diritto di veto sugli investimenti stranieri nell’isola.

Una prospettiva che rischierebbe di ridurre significativamente la sovranità sia della Groenlandia sia della Danimarca su un territorio considerato strategico per le sue risorse minerarie e per la posizione geografica nell’Artico.

A Nuuk apre il nuovo maxi consolato americano

Il 21 maggio Jeff Landry inaugurerà il nuovo consolato degli Stati Uniti a Nuuk. L’edificio, moderno e imponente, è stato realizzato in vetro e acciaio e appare molto più grande rispetto alla precedente struttura diplomatica.

Tra gli abitanti dell’isola circolano anche commenti ironici: qualcuno ipotizza che il nuovo consolato possa diventare in futuro una sorta di sede amministrativa americana in Groenlandia.

La struttura sostituisce infatti il vecchio consolato, decisamente più modesto e proporzionato a un territorio che conta appena 56mila abitanti.

Rafforzata anche la presenza militare americana

Parallelamente all’attività diplomatica, gli Stati Uniti starebbero preparando un ampliamento delle proprie installazioni militari sull’isola, sfruttando gli accordi di difesa già esistenti con Copenaghen.

Questa strategia sta però alimentando forti preoccupazioni tra i groenlandesi, molti dei quali vedono con sospetto l’aumento dell’influenza americana negli affari interni del territorio.

La popolazione locale, dopo anni di rivendicazioni per ottenere maggiore autonomia dalla Danimarca, continua infatti a guardare soprattutto all’idea di una futura indipendenza, mentre appare limitato l’interesse verso un eventuale legame politico con gli Stati Uniti.

Le tensioni con l’Europa e la Nato

Il ritorno dell’attivismo americano in Groenlandia rischia di aumentare le tensioni con l’Europa. A gennaio, durante il forum economico di Davos, la compattezza europea a sostegno della Danimarca aveva contribuito a frenare le ambizioni di Trump sul territorio artico.

Oggi però la situazione sembra cambiata. Oltre alla questione groenlandese, l’amministrazione statunitense ha annunciato il richiamo di circa 5mila soldati dalla Germania e la cancellazione dell’invio di nuove truppe in Polonia.

Decisioni interpretate da diversi osservatori come una forma di pressione nei confronti dell’Unione Europea, accusata da Washington di scarsa collaborazione nella gestione della crisi nello stretto di Hormuz.

Il vertice Nato si annuncia teso

Le mosse americane potrebbero dominare il prossimo vertice della Nato previsto a giugno in Turchia, dove diversi Paesi europei chiederanno chiarimenti sul futuro della presenza militare statunitense nel continente.

Restano aperti interrogativi cruciali:

  • quale valore abbia oggi la protezione americana per gli alleati Nato;
  • perché Washington riduca la presenza militare nelle aree più esposte alla minaccia russa;
  • e per quale motivo, invece, aumenti il proprio interesse strategico verso la Groenlandia.

Secondo molti analisti, le ambizioni geopolitiche di Trump rischiano di creare nuove fratture all’interno dell’Alleanza Atlantica e di indebolire ulteriormente i rapporti tra Stati Uniti ed Europa.

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