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Uccise la madre malata di Alzheimer, assolta 67enne ad Arezzo: “Era incapace di intendere e di volere”

Pubblicato il 15 Luglio 2026

La Corte d’Assise dispone l’assoluzione

La Corte d’Assise del Tribunale di Arezzo ha assolto Giuseppina Martin, 67 anni, imputata per l’omicidio aggravato della madre Mirella Del Puglia, di 93 anni.

I giudici hanno stabilito che la donna era totalmente incapace di intendere e di volere al momento dei fatti, escludendone quindi la responsabilità penale.

Il delitto nella casa di San Giovanni Valdarno

La vicenda risale alla notte tra l’8 e il 9 marzo 2025, quando l’anziana venne uccisa all’interno dell’abitazione di famiglia in via Fermi, a San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo.

Secondo quanto ricostruito nel corso del processo, la 67enne avrebbe soffocato la madre utilizzando un foulard. La vittima era affetta da Alzheimer e da un grave decadimento cognitivo.

Dopo l’accaduto fu la stessa Giuseppina Martin a chiamare le forze dell’ordine, confessando quanto era successo e chiedendo immediatamente aiuto.

Le parole dell’imputata in aula

Durante l’ultima udienza, la donna ha rilasciato dichiarazioni spontanee davanti alla Corte, manifestando il proprio dolore per quanto accaduto.

“Non so cosa mi sia successo, chiedo scusa per quello che ho fatto”, ha affermato, raccontando anche il lungo periodo trascorso ad assistere la madre e il senso di isolamento vissuto negli ultimi anni.

Secondo il suo racconto, il peso dell’assistenza quotidiana sarebbe stato aggravato dalla mancanza di un adeguato supporto da parte delle istituzioni.

La richiesta della Procura

Nel corso della requisitoria, il pubblico ministero Giorgio Martano aveva chiesto una condanna a 12 anni di reclusione, ritenendo che l’imputata fosse affetta da un vizio parziale di mente.

Lo stesso magistrato aveva però evidenziato come le richieste di sostegno avanzate dalla donna nel tempo fossero rimaste prive di risposte efficaci.

La Corte, presieduta dal giudice Annamaria Loprete, ha invece accolto integralmente la tesi della difesa, rappresentata dall’avvocata Alessia Ariano.

Decisive le perizie psichiatriche

Determinante ai fini della sentenza è stato l’esito delle perizie psichiatriche, che hanno accertato la presenza di un grave disturbo da stress post-traumatico legato al lungo e pesante impegno assistenziale richiesto dalle condizioni della madre.

Secondo gli esperti, la patologia aveva completamente annullato la capacità della donna di comprendere il significato delle proprie azioni e di autodeterminarsi nel momento in cui si è verificato il delitto.

La difesa ha ricordato il lungo percorso processuale e gli approfondimenti svolti sia durante l’incidente probatorio sia nel corso del dibattimento, che hanno portato al riconoscimento dello stato di totale incapacità.

Le motivazioni della sentenza entro 90 giorni

Con la pronuncia di assoluzione, la Corte ha stabilito che Giuseppina Martin non era imputabile al momento dell’omicidio.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro i prossimi 90 giorni, chiarendo nel dettaglio le ragioni che hanno portato i giudici a escludere la responsabilità penale della donna.

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