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Ucraina: Draghi contestato duramente a Napoli per l’invio di armi (VIDEO)

Pubblicato il 29 Marzo, 2022

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Insulti e slogan contro la guerra. Sono quelli che hanno investito Mario Draghi a Napoli, dove il premier è stato duramente contestato per l’invio delle armi in Ucraina.

Nel corso della sua visita al Rione Sanità, prima di salire in auto, diverse persone gli hanno urlato frasi come “No alla guerra, no alle armi in Ucraina”. Il presidente del Consiglio era arrivato nel centro storico della città per visitare la Basilica di Santa Maria, guidata da padre Antonio Loffredo, accompagnato dal sindaco Gaetano Manfredi.

Lì ha incontrato diversi profughi ucraini che hanno trovato accoglienza.

Nel corso della mattinata, nella Sala dei Baroni al Maschio Angioino, aveva firmato il “Patto per Napoli”, un documento che ha sbloccato 1,2 miliardi di euro di contributi per il capoluogo campano.

Si tratta di soldi a fondo perduto provenienti dallo Stato e destinati a Palazzo San Giacomo tra il 2022 e il 2042.

Una iniezione di denaro nelle casse comunali nell’ambito della ripartizione dei fondi destinati ai Comuni capoluogo delle Città metropolitane Napoli, Torino, Reggio Calabria e Palermo.

Con la firma del documento il Comune di Napoli si impegna ad assicurare il miglioramento della riscossione, l’assegnazione della riscossione coattiva a società specializzate, l’incremento dell’addizionale Irpef di 0,1% dal 2023 e di un ulteriore 0,1% dal 2024, l’introduzione dal 2023 di una tassa di imbarco aeroportuale, la valorizzazione e l’alienazione del patrimonio pubblico, la riduzione dei fitti passivi e la razionalizzazione delle partecipate.

A margine della cerimonia il sindaco Manfredi gli ha donato un busto di San Gennaro.

In strada, però, è stato accolto con uno striscione con la scritta: “Zero soldi agli arsenali, più risorse agli ospedali. Draghi vattene”, esposto dal comitato contro la chiusura dell’ospedale San Gennaro di fronte alla basilica di Santa Maria della Sanità.

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