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Ucraina, ecco perché Putin potrebbe usare una bomba nucleare “ridotta”. Ma cos’è?

“Nella improbabile eventualità dell’utilizzo di armi nucleari da parte del presidente Putin, miliardi di persone assisterebbero all’inferno vissuto dalla gente di Hiroshima e Nagasaki

Pubblicato il 23 Marzo, 2022

“Nella improbabile eventualità dell’utilizzo di armi nucleari da parte del presidente Putin, miliardi di persone assisterebbero all’inferno vissuto dalla gente di Hiroshima e Nagasaki 77 anni fa. Chiedo al primo ministro Kishida, che è di Hiroshima, di prendere posizione e partecipare alla riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per trasmettere il grido dell’Hibakusha, i sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki. Un evento che sarebbe ricordato per sempre come ciò che ha fatto il presidente Putin e ciò che ha fatto la Russia. Quelli di noi che sanno cosa è successo a Hiroshima e Nagasaki non vogliono che la Russia sia vista in questo modo, ma soprattutto con le nostre voci facciamo un appello affinché nessuno debba subire la stessa tragedia dei sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki. Gli Hibakusha e i cittadini di Hiroshima e Nagasaki conoscono la miseria e la disumanità delle bombe atomiche. Ecco perché loro e noi, abbiamo fortemente sollecitato il disarmo nucleare per il bene degli esseri umani”, così Tadatoshi Akiba.

L’ex sindaco di Hiroshima ha lanciato la petizione su Change.org, che ha raggiunto già 95mila firme, per chiedere a Putin e a tutti i leader mondiali di rinunciare all’utilizzo di armi nucleari nel conflitto in Ucraina.

Perché qualsiasi riferimento a una guerra nucleare rievoca le immagini dei bombardamenti statunitensi di Hiroshima e Nagasaki durante la seconda guerra mondiale. Le bombe atomiche gemelle hanno raso al suolo quelle città giapponesi, uccidendo decine di migliaia di civili con i funghi atomici di fumo che potevano essere visti a distanza di chilometri.

I timori che Putin possa utilizzare armi nucleari tattiche

Secondo un articolo del New York Times esiste la possibilità che il presidente russo Vladimir Putin, sentendosi messo alle strette nel conflitto con l’Ucraina, possa far esplodere un’arma nucleare tattica di dimensioni ridotte per cercare di prendere il sopravvento in una guerra che dura da quasi un mese e in cui la Russia ha subito perdite militari “significative e imbarazzanti”.

Gli esperti hanno riferito al Nyt che Putin potrebbe sparare con un’arma nucleare in un’area disabitata o sul Mare del Nord nel tentativo di scoraggiare gli alleati della Nato e convincere l’Ucraina ad arrendersi. Nelle ultime settimane, lo stesso Putin ha definito la Russia “uno dei più potenti stati nucleari” e ha ordinato ai suoi generali di mettere le forze nucleari russe in “un regime speciale di allerta per il dovere di combattimento”.

Un’ipotesi confermata dal consigliere per la Sicurezza nazionale Jake Sullivan che, interrogato dai giornalisti, ha detto: “Lo spettro di un attacco nucleare sull’Ucraina continua a preoccuparci. Sulla base delle analisi attuali non intendiamo modificare la nostra postura, ma indubbiamente ci consulteremo con gli alleati sulla questione e sulle eventuali risposte da dare”.

“Più Putin è con le spalle al muro, più forte sarà la gravità delle tattiche che può impiegare – ha aggiunto – Ora parla di nuove operazioni sotto falsa bandiera. Ma le accuse a Kiev di avere armi biologiche e chimiche realizzate da noi americani ci dicono chiaramente che è invece lui a pensare di volerle usarle in Ucraina. Dobbiamo state molto attenti a cosa potrà succedere. Ha già usato armi chimiche in passato“.

Ma cos’è il nucleare tattico?

Un’arma nucleare tattica è un ordigno nucleare progettato per essere utilizzato sul campo di battaglia in diverse situazioni belliche. Il termine differisce da arma nucleare strategica che invece ha una funzione deterrente.

Le armi nucleari tattiche sono generalmente costituite da ordigni nucleari con un basso potere distruttivo. Progettate per essere utilizzate direttamente sul campo di battaglia, hanno la funzione di mettere fuori uso o ridurre la capacità aggressiva dell’esercito nemico o di arrestarne l’avanzata sul terreno di battaglia. Ciò ha portato allo sviluppo di ordigni di piccole dimensioni, facilmente trasportabili ed utilizzabili senza l’utilizzo di mezzi aerei, ma direttamente dalle truppe sul campo di operazione.

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