Pubblicato il 6 Gennaio 2026
Leader internazionali riuniti per rafforzare il fronte comune
Oggi, martedì 6 gennaio, Parigi ospita il vertice dei “Volenterosi” dedicato all’Ucraina, un incontro pensato per trasformare in azioni concrete gli impegni sulla sicurezza e per discutere le condizioni di un possibile cessate il fuoco con la Russia.
Alla riunione partecipano oltre 27 leader mondiali, insieme al presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj. Per gli Stati Uniti sono presenti i negoziatori di alto livello Steve Witkoff e Jared Kushner, mentre l’Italia è rappresentata dalla premier Giorgia Meloni.
L’obiettivo principale è costruire una posizione condivisa tra Ucraina, Europa e Stati Uniti, da sottoporre successivamente a Mosca, nel tentativo di imprimere una svolta diplomatica al conflitto.
Forza multinazionale e garanzie di sicurezza
Secondo quanto indicato nella nota inviata alle 35 delegazioni partecipanti, il vertice si concentra su due punti chiave: la pianificazione di una forza multinazionale da dispiegare in Ucraina in caso di tregua e un pacchetto rafforzato di garanzie di sicurezza.
Queste misure includerebbero impegni vincolanti a sostegno di Kiev qualora si verificasse una nuova aggressione russa, con il coordinamento diretto delle autorità ucraine e il supporto degli Stati Uniti.
Nonostante l’intensificarsi dei contatti diplomatici dallo scorso novembre, le trattative restano complesse. Le controversie territoriali continuano a rappresentare il principale ostacolo e sul campo i combattimenti non mostrano segnali di rallentamento.
Nuovi attacchi incrociati tra Kiev e Mosca
Alla vigilia del summit, la tensione è aumentata con un attacco ucraino con droni sulla città russa di Tver. Secondo le autorità locali, l’episodio ha provocato un morto e due feriti: frammenti di un drone intercettato avrebbero causato un incendio in un edificio residenziale. È stata aperta un’indagine per chiarire la dinamica.
Il ministero della Difesa russo ha inoltre riferito che, durante la notte, 129 droni ucraini sono stati intercettati in più di 20 regioni, comprese Bryansk e Belgorod, lungo il confine con l’Ucraina.
Rimpasto ai vertici della sicurezza ucraina
Sul fronte interno, Zelensky ha rimosso il capo dei servizi di sicurezza SBU, Vasyl Malyuk, nell’ambito di un più ampio rinnovamento dei vertici militari e dell’intelligence.
Malyuk, legato a operazioni di rilievo resterà comunque all’interno dell’apparato con un nuovo incarico.
La decisione rientra nella strategia di Kiev per rafforzare l’efficacia difensiva e adattare la catena di comando a una fase del conflitto che resta altamente instabile.

