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Ucraina

Ucraina: la Russia sta valutando il piano di pace dell’Italia

Pubblicato il 23 Maggio, 2022

“Lo abbiamo ricevuto di recente e lo stiamo valutando”.

Così il vice ministro degli Esteri russo Andrei Rudenko, citato dalla Tass.

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Andrei Rudenko

Dal canto suo Kiev aveva già fatto sapere che stava studiando il piano messo a punto dall’Italia per mettere fine alla guerra. A dichiararlo il portavoce del ministero degli Esteri di Kiev, Oleh Nikolenko, citato dal Kiev Independent.

Mosca ieri aveva fatto sapere di essere “pronta a continuare i negoziati con Kiev, che sono stati fermati su iniziativa della parte ucraina”. Ad affermarlo l’assistente del presidente della Federazione russa Vladimir Medinsky, che guida la delegazione russa.

“Abbiamo compiuto un grande errore nel 2014 e non possiamo ripeterlo oggi”, ha affermato Emine Dzhaparova, vice ministra degli Esteri ucraino, nel corso della Lectio Magistralis alla Luiss su tema “Ucraina e Unione Europea: insieme”, riferendosi all’annessione della Crimea e alla propaganda russa che l’ha giustificata.

“Nulla è impossibile, invece tutto è possibile, diciamo nel mio Paese – ha aggiunto la ministra, raccontando la propria personale esperienza della guerra – un’esperienza terribile, non solo riguardo il male che ovviamente porta la guerra. Perfino la mattina, anche dall’estero, guardando Whatsapp e cercando i propri cari se sono ancora vivi, la guerra è sempre presente”.

“Ringrazio la comunità internazionale per il supporto, un sostegno pratico che non ci fa sentire da soli – ha detto ancora, ricordando i primi negoziati – impossibili con i russi nei quali Mosca aveva parlato chiaramente dei territori che voleva occupare. Invece, l’integrità territoriale non deve mai essere messa in discussione”.

“Perché la Russia ci ha attaccati?” si chiede Dzhaparova, spiegando che “Putin ragiona come uno zar, questa è la sua cultura, lui vive in una bolla, e non capisce il mondo moderno, vive su un altro pianeta, non conosce il significato della democrazia e giustifica i suoi crimini attraverso pretesti storici”.