Pubblicato il 12 Aprile 2026
Zelensky: “Il cessate il fuoco deve diventare un primo passo verso la pace”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che il cessate il fuoco annunciato per la Pasqua con la Russia dovrebbe essere esteso anche dopo le festività, trasformandosi in un possibile avvio di un percorso diplomatico più stabile.
Secondo Zelensky, l’Ucraina ha già trasmesso a Mosca la proposta di prolungare la tregua e, in caso di rifiuto russo, il mondo potrà valutare chi stia realmente scegliendo la strada della guerra invece di quella della pace. Ha inoltre sottolineato che il rispetto di questa fase di pausa nei combattimenti potrebbe rappresentare un test importante per la volontà politica delle parti coinvolte.
La posizione dell’Ucraina e la risposta alle violazioni
Il presidente ha confermato che Kiev rispetterà il cessate il fuoco, considerandolo un’occasione utile per rafforzare i canali diplomatici. Tuttavia, ha anche avvertito che eventuali violazioni non resteranno senza risposta: l’Ucraina reagirà infatti in modo immediato e proporzionato sul piano militare.
In un messaggio diffuso sui social, Zelensky ha ribadito che la Pasqua dovrebbe rappresentare un momento di calma e sicurezza, aggiungendo che una tregua potrebbe diventare l’inizio concreto di un processo di pace reale.
La tregua annunciata da Mosca
Il presidente russo Vladimir Putin aveva annunciato un cessate il fuoco temporaneo della durata di 32 ore in occasione della Pasqua ortodossa, con inizio nel pomeriggio di sabato e conclusione alla fine di domenica.
In questo contesto, Kiev aveva già proposto a Mosca anche una sospensione reciproca degli attacchi alle infrastrutture energetiche durante il periodo festivo, nel tentativo di ridurre l’escalation del conflitto.
Le difficoltà del processo di pace
Nonostante le iniziative temporanee, i precedenti tentativi di tregua si sono rivelati fragili, con entrambe le parti che si sono più volte accusate di violazioni.
Dal lato russo, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha definito la decisione di Putin un gesto di carattere “umanitario”, precisando però che Mosca continua a puntare a un accordo complessivo che tenga conto delle proprie condizioni, un elemento che resta uno dei principali ostacoli nei negoziati.

