Pubblicato il 24 Aprile 2023
“Se li vedete, avvertite il 112”.
È l’appello lanciato dal Comando provinciale dei carabinieri di Udine, che sospettano Edmond ed Eduard Trushi, albanesi, 38 anni, di furti avvenuti negli ultimi mesi con la tecnica del “foro nell’infisso”.
I due gemelli sono autentici specialisti: con il trapano fanno un buco nell’infisso, poi infilano un filo di ferro con il quale aprono la porta o la finestra e si intrufolano in casa per svaligiarla.
Con questo sistema hanno compiuto centinaia di colpi negli ultimi anni nel Nord Italia.
Il problema è che i due sono praticamente identici (stesso taglio di capelli e stessi tatuaggi) ed era difficilissimo attribuire in modo specifico il reato soltanto con l’analisi del Dna, in quanto le loro tracce lasciate sui luoghi del delitto davano risultati incerti.

Però secondo un recente studio dell’ Università dell’Islanda, che conferma una precedente analisi del 2008, anche i gemelli identici omozigoti hanno alcune differenze genetiche.
Lo rileva uno studio dell’Università dell’Islanda pubblicato nel 2021 su Nature Genetics , in base al quale il ruolo dei fattori genetici nelle differenze tra i gemelli omozigoti è stato sottostimato.
Grazie anche alla somiglianza del loro Dna, erano stati assolti tre volte, l’avevano fatta franca per molto tempo ed erano frettolosamente stati soprannominati “Gemelli Lupin” (che era un “ladro gentiluomo”, al contrario di loro che non hanno mai esitato a reagire con violenza una volta sorpresi).
Finché tecniche più accurate, l’analisi delle loro impronte digitali che, per quanto gemelli omozigoti, restano differenti, i loro spostamenti tracciati dalle celle telefoniche e dai tabulati, hanno permesso di incastrarli e arrivare alla loro condanna nel 2020 da parte del Tribunale di Mantova a 2 anni e due mesi.In precedenza avevano ricevuto altre due condanne a Pordenone: la prima a 6 anni e 10 mesi e la seconda in appello a 5 anni e 5 mesi. Avevano ricevuto anche un provvedimento di espulsione dall’Italia.
Ora però sembra che siano tornati e rimesso in piedi il sodalizio criminale. Gli inquirenti li ricercano come “presunti autori” dei nuovi colpi.
La comandante del nucleo investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Udine al Corriere ha confermato varie segnalazioni nei loro confronti e che sono in corso accertamenti e approfondimenti.

