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Un anno senza Diego, raffica di ricordi e dei suoi gol più belli (Video)

Diego Armando Maradona è morto. No, sarà solo l’ennesima sparata dei giornalisti. Tante volte lo hanno dato per spacciato, ce la farà anche a sto giro: perché Diego è immortale! No, Diego è morto davvero. Ad10s! Un anno senza Diego Armando Maradona, il Robin Hood del calcio, il Pibe de Oro, quello che “è meglio e Pelé”. Un anno è volato via, Diego non c’è più solo fisicamente, ma le sue giocate che riempivano il cuore e “scioglievano il sangue nelle vene” rimarranno a vita. Scolpite nelle menti di chi ha avuto la fortuna di vederlo giocare, ma anche di chi ne ha sentito parlare. Google e YouTube contribuiranno a tenere vivo il ricordo, anche tra 100 anni. E tra 100 anni, i suoi gol emozioneranno ancora gli amanti del calcio di tutto il mondo.

I 115 GOL DI MARADONA CON LA MAGLIA DEL NAPOLI

ZLATAN IBRAHIMOVIC: “Maradona è il più forte di tutti i tempi. Sì, lui era più forte anche di me”.

OTTAVIO BIANCHI (allenatore di Maradona al Napoli): “Gestire Diego non era difficile. Ben più complicato è occuparsi di chi si crede Maradona e non lo è”.

GIGI RIVA “Un amico e una persona vera. Ogni volta che ci vedevamo c’era un feeling speciale. Con lui condivido tante similitudini. Ci univa l’aver lottato per l’amore di quella che sentivamo come la nostra gente”.

SINISA MIHAJLOVIC: “L’altro giorno ho fatto vedere ai ragazzi un filmato di Maradona: non le giocate ma i recuperi, i rientri, le scivolate. Figlie dell’umiltà: se le fa lui, perché non possono farle tutti qui?”.

ZICO: “Ridendo mi diceva sempre che io ero la parte buona del calcio, lui quella cattiva”.

ANTONIO CABRINI: “Una leggenda vivente e un avversario gentiluomo, che come tanti altri fuoriclasse ha saputo dare nello stesso tempo il meglio e il peggio. Da noi alla Juve l’ambiente lo avrebbe salvato, non la società ma proprio l’ambiente. L’amore di Napoli è stato tanto forte e autentico quanto malato”.

I GOL PIÙ BELLI DI DIEGO ARMANDO MARADONA

PETER SHILTON: “Il più grande. Ma con me non si è mai scusato”.

JORGE VALDANO: “I geni non si misurano per come hanno vissuto ma per la loro opera, e l’opera di Maradona è stata unica”.

SVEN GORAN ERIKSSON: “Dopo mezz’ora, venne verso di me Carobbi disperato: “Mister, cosa devo fare per marcare Maradona?”. Io lo guardai e gli risposi: “Non lo so, non ne ha idea”.

BRUNO CONTI: “Un giorno, alla fine di una partita della Roma contro il Napoli, mi chiese di andare a giocare con lui. E’ stato emozionante: Diego Armando Maradona voleva al fianco me, proprio me”. 

ERALDO PECCI: “Vivevamo a via Scipione Capece, a Posillipo. Quando entrai nel mio appartamento non c’era niente. Diego, che abitava al piano di sopra, chiese se mi serviva la televisione, si rimboccò le maniche ed iniziò ad armeggiare con i cavi. Posso dire che è stato il mio elettricista”

MARADONA: “PENSA CHE CALCIATORE SAREI STATO SENZA COCAINA”

MICHEL PLATINI: “Il Napoli a un certo punto mi voleva. Tra me e Diego chi avrebbe preso la 10? Lui era casa sua e quindi gliel’avrei lasciata. Io ne avrei presa un’altra, magari la 20, che vale il doppio…”. 

PAPA FRANCESCO: “In campo è stato un poeta, un grande campione che ha regalato gioia a milioni di persone, in Argentina come a Napoli. Era anche un uomo molto fragile. Ho un ricordo personale legato al campionato del Mondo del 1986, quello che l’Argentina vinse proprio grazie a Maradona. Mi trovavo a Francoforte, era un momento di difficoltà per me, stavo studiando la lingua e raccogliendo materiale per la mia tesi. Non avevo potuto vedere la finale del Mondiale e seppi soltanto il giorno dopo del successo dell’Argentina sulla Germania, quando una ragazza giapponese scrisse sulla lavagna “Viva l’Argentina” durante una lezione di tedesco. La ricordo, personalmente, come la vittoria della solitudine perché non avevo nessuno con il quale condividere la gioia di quella vittoria sportiva: la solitudine ti fa sentire solo, mentre ciò che rende bella la gioia è poterla condividere. Quando mi è stato detto della morte di Maradona, ho pregato per lui e ho fatto giungere alla famiglia un rosario con qualche parola personale di conforto”.

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