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Uno studio per individuare i pazienti più a rischio contagio Covid, al Pascale parte il progetto coordinato da Ascierto

Saranno coinvolti 60 Comuni della Campania, 150 donatori si sono già resi disponibili per la sperimentazione.

Pubblicato il 1 Giugno, 2021

Al via un importante progetto al Pascale di Napoli, coordinato da Paolo Ascierto, per individuare i soggetti più a rischio di infezione Covid-19. Lo studio mira a conoscere quali sono le caratteristiche che rendono un soggetto più vulnerabile al virus.

Prevista la partecipazione anche dell’Azienda ospedaliera dei Colli, dell’Università Vanvitelli, della Fondazione Melanoma Onlus, del centro di ricerca Ceinge Biotecnologie Avanzate e di 60 Comuni Campani. 150 donatori sani si sono già detti disponibili per la collaborazione.

Come funziona la ricerca del Pascale?

La ricerca mira a fare luce sui meccanismi di infezione del Covid-19. Se da una parte stiamo faticosamente uscendo dal periodo pandemico, è comunque opportuno mantenere la guardia alta, anche perché si prevede che in un futuro, neanche troppo lontano, possano scoppiare altre pandemie dello stesso ceppo virale.

Il virus ha colpito non solo soggetti deboli, ma anche quelli apparentemente sani. “Supponendo che il virus agisce nei soggetti colpito come ruolo di attivatore di una risposta iper-infiammatoria responsabile delle conseguenza a carico del polmone e della sua vascolarizzazione- spiega Ascierto- la nostra analisi non si concentrerà tanto sul virus da Covid-19, quanto piuttosto sul soggetto che ha determinati caratteristiche che lo rendono più vulnerabile all’infezione”.

In particolare si procederà, presso i laboratori del Crom di Mercogliano, alla valutazione del profilo metabolomico, citochinomico e lipidomico su un prelievo di sangue di pazienti che sono stati colpiti dal virus Covid-19. Verrà poi effettuato il sequenziamento dei geni correlati con l’attivazione immunitaria, sul recettore ACE2, sui geni coinvolti nella produzione di anticorpi ed altri fattori genetici di rischi pro-trombotico.

In attesa di fare luce sui meccanismi d’azione del Covid-19, bisogna quindi continuare a rispettare le regole e, come sottolineato dallo stesso Ascierto, proseguire con la prevenzione e riprendere le visite, anche quelle ritenute secondarie, che sono saltate durante il periodo di lockdown.

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