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Questo è il molestatore di Greta: adesso chiede scusa, ecco perché non basta

E’ fin troppo facile definirsi uomo. Difficile è esserlo davvero. E il molestatore di Greta Beccaglia, la giornalista di Firenze palpeggiata, davanti allo stadio al termine della partita di fronte alle telecamere di Toscana Tv, come se niente fosse e come se fosse il gesto più normale del mondo, è uomo per definizione ma, nei fatti non si è dimostrato per niente uomo.

Pubblicato il 30 Novembre, 2021

Se questo è un uomo, Dio ce ne scansi e liberi.

E’ fin troppo facile definirsi uomo. Difficile è esserlo davvero. E il molestatore di Greta Beccaglia, la giornalista di Firenze palpeggiata, davanti allo stadio al termine della partita di fronte alle telecamere di Toscana Tv, come se niente fosse e come se fosse il gesto più normale del mondo, è uomo per definizione ma, nei fatti non si è dimostrato per niente uomo.

E ora, dopo che il suo volto, ripreso dalle telecamere, ha fatto il giro del mondo, finendo alla gogna mediatica improvvisamente si pente e cerca di chiedere perdono alla sua vittima. Sì. Vittima. Questo è Greta. Lei stava semplicemente facendo il suo lavoro, la giornalista sportiva. In un mondo dove per una donna fare la giornalista è già complicato, farlo nell’ambiente sportivo diventa pura utopia

Nel campo si giocava una partita in cui i giocatori correvano da un lato all’altro, inseguendo un gol, con sul viso il segno rosso, simbolo della non violenza sulle donne. In fatti la vicenda è accaduta nel week end in cui la Lega di Serie A ha aderito alla campagna #unrossoallaviolenza per la sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, mandando in campo giocatori, allenatori, arbitri e loro collaboratori con uno sbuffo di colore rosso dipinto sulle guance.

E fuori dallo stadio, al termine di una partita di calcio, un momento ilare, sportivo che dovrebbe insegnare proprio il rispetto, una donna viene molestata. A quanto pare il messaggio è stato talmente forte da passare inosservato. Quanta ipocrisia. 

Non ne possiamo più. Il finto buonismo di tanti si mischia con le azioni del singolo individuo che in barba a qualsiasi legge, forma di rispetto o diritto come se niente fosse, allunga una mano e palpeggia una donna. Una donna che ripresa da una telecamera, in un luogo pubblico, circondata da tante persone, pensa di essere al sicuro.

Ma donna, a quanto pare sicura non lo sei mai. In nessun luogo. E per quanti uomini si proclamino tutori del rispetto della donna, e della sua libertà, in quanto figli generati da quelle stesse donne, allo stesso tempo altrettanti uomini si comportano con loro da vili, considerandole poco o addirittura niente. Anche e soprattutto nel 2021.

Hai voglia di sventolare le bandiere della libertà di genere. Ma quale genere? Genere maschile, l’unico che, ancora oggi, sembra avere tutti i diritti e la libertà di negarli alla donna.

Ma, Greta Beccaglia, questa volta non ci sta e passa ai fatti. Immediatamente sporge denuncia. E la polizia indaga e scopre l’identità di quell’uomo. Si chiama Andrea, ha 45 anni ed è tifoso della Fiorentina.

E ora cosa fa, quest’uomo? Chiede scusa o almeno ci prova. Cerca di suscitare comprensione, spiegando all’opinione pubblica che “non è assolutamente un atto di sessismo. Avevamo perso e ho fatto quel gesto in un momento di stizza e per goliardia”. 

Ma non finisce qui, perchè per giustificarsi agli occhi del mondo ha spiegato che “a casa me l’ha detto anche la mia compagna: ‘Ma cosa ti è venuto in mente’. Sanno che non sono una persona cattiva. Stiamo passando tutti i dispiaceri possibili del mondo. Uno lavora una vita, si crea una vita e poi guardate cosa succede”.

Ecco il punto. Andrea caro, e scusami se ti chiamo per nome ma, immagina se al posto di Greta lì per strada, ci fosse stata la tua compagna, o tua sorella, tua mamma o peggio ancora, un’ipotetica figlia. Tu come ti saresti sentito?

Ti saresti sentito altrettanto figo? Avresti riso anche allora? O un pò di rabbia e indignazione l’avresti provata anche tu? Prova a metterti nei panni di una donna, e immagina cosa si prova quando si viene molestate per “goliardia” come se si fosse un oggetto. 

Mettiti nei panni di Greta, una donna di cui conosciamo poco ma, immaginiamo che abbia fatto una gavetta, che abbia lottato in un mondo di uomini per poter fare il lavoro dei suoi sogni e lì di fronte a tutti, subisce le scherno di un gesto infame.

Chiedi perdono oggi? Magari lo avrai il perdono ma, la verità è che tu sei andato ben oltre, non è stata solo una palpatina, come potresi credere tu, ma la dimostrazione di quanto il mondo, in tanti secoli di storia, ancora non sia andato oltre. Maschi e femmine, pari diritti? A me pare proprio di no.

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