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“Va lava i piatti”: un’ondata di reazioni al commento sessista pronunciato durante il Consiglio Comunale di Vittoria

Pubblicato il 12 Febbraio, 2022

“Per tutti i talebani, di ogni colore, latitudine o fede politica: non esiste l’aut-aut. Noi donne riusciamo a fare tutto: crescere figli, pulire casa, amministrare aziende, persino fare il sindaco. Con un uomo intelligente al fianco, che condivida ogni peso, ancora meglio. Pertanto, rassegnatevi. E, magari, chiedete scusa. A tutte. Nessuna esclusa!” scrive il sindaco di Comiso Maria Rita Schembari, con tanto di foto di mocio e prodotto per pulire casa.

“Io sono uno che a casa lava i piatti e fa la cucina. Avete qualcosa da ridire?” comunica su Facebook l’On. Francesco Aiello.

“Vergogna!” grida l’ex candidato sindaco Salvatore Di Falco.

Ma cosa sta succedendo a Vittoria? Perchè improvvisamente tutti ci tengono a far sapere che sono particolarmente attenti alle pulizie e ai “servizi”? Semplice: perchè pochi giorni fa è andata in onda l’ennesima puntata della sit-com ambientata a Palazzo Iacono. Questa volta un pò meno divertente. Protagonisti il consigliere capogruppo della maggioranza Alessandro Speranza e la consigliera Sara Siggia, eletta nel gruppo di Salvatore Di Falco, a cui il collega ha gentilmente dato un suggerimento durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale: “Va lava i piatti” le ha gridato Speranza, con un tono che è difficile equivocare e che ha causato una serie di reazioni, di solidarietà, di indignazione, di condanna.

La più curiosa è sembrata proprio quella del sindaco di Vittoria che non ha per la verità preso le distanze da questo atteggiamento o condannato apertamente una frase decisamente sessista, che nel 2022 suona anacronistica e ancora più offensiva. Ha pubblicato un commento ambiguo, che non si sa bene come interpretare. Voleva sminuire l’accaduto o, a modo suo, esprimere solidarietà alla consigliera Siggia? Non è dato saperlo. Forse sarebbe stato più corretto fare un passo indietro e semplicemente rivolgere delle scuse a una donna, a tutte le donne, a quelle madri, mogli, lavoratrici, casalinghe, sposate, separate, single che si sono sentite offese da quel commento.

L’unica certezza è che a Vittoria è andato in scena l’ennesimo teatrino, che non fa bene alla città e non aiuta a risolvere quei problemi che, dopo anni di commissariamento, dovrebbero essere una priorità per i politici vittoriesi.

In foto: gli “strumenti di lavoro” del sindaco Schembari