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Il vaccino anti-Covid le causa una patologia cardiaca, ma il Tribunale di Latina le nega l’indennizzo

Riconosciuto il nesso tra il vaccino anti-Covid e la patologia cardiaca sviluppata da una dottoressa della Asl di Latina, ma l’indennizzo viene negato

Pubblicato il 4 Luglio 2026

È stato riconosciuto il nesso causale tra la somministrazione del vaccino anti-Covid e la patologia cardiaca sviluppata da una dottoressa della Asl di Latina. Alla professionista, tuttavia, non è stato concesso l’indennizzo perché la specifica malattia diagnosticata non rientrerebbe nelle categorie di danno previste dalla normativa.

La vicenda riguarda una sanitaria che, nel gennaio 2021, lavorava nel settore dell’urgenza-emergenza di un pronto soccorso del distretto sanitario di Latina.

La diagnosi dopo le due dosi di vaccino

La dottoressa era stata sottoposta a due somministrazioni del vaccino Pfizer-BioNTech, previsto all’epoca per il personale sanitario. Successivamente le era stata diagnosticata una pericardite recidivante, insieme ad altre patologie cardiache connesse. Assistita dall’avvocato Renato Mattarelli, la professionista ha avviato un procedimento per ottenere l’indennizzo previsto dalla legge. Nell’ambito degli accertamenti sarebbe stata riconosciuta la relazione causale tra la vaccinazione e le condizioni sviluppate.

Patologia non prevista dalla tabella di legge

La commissione medico-ospedaliera ha però escluso il riconoscimento economico, ritenendo che la patologia accertata non fosse riconducibile a quelle espressamente inserite nella tabella prevista dalla normativa. La documentazione medica fa riferimento a uno scollamento pericardico con versamento pericardico e pleurico, accompagnato da persistenza di astenia, dispnea e segni di stasi polmonare.

La contestazione del legale

Secondo l’avvocato Mattarelli, la decisione sarebbe il risultato di un eccessivo formalismo. Il legale contesta che un danno cardiaco riconosciuto come collegato alla vaccinazione possa non essere indennizzato soltanto perché la specifica patologia non compare nella classificazione prevista. Mattarelli sottolinea inoltre il ruolo svolto dalla dottoressa durante l’emergenza pandemica e annuncia la volontà di proseguire la contestazione del mancato riconoscimento.

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